logo per conferenzaOltre 370 sportelli attivi sul territorio nazionale, più di 9 mila organizzazioni di volontariato socie, circa 39 mila fra enti e associazioni di volontariato e terzo settore raggiunti dai servizi: sono questi i numeri che compongono la rete dei Centri Servizi al Volontariato in tutta Italia. Una grande famiglia che si è incontrata dall’1 al 3 Luglio scorsi a Genova per confrontarsi sui temi della riforma del terzo settore, governance e le nuove forme di promozione della solidarietà.

Luigi Russo, Presidente del CSV Salento ci ha raccontato quali prospettive si sono aperte durante la conferenza.

Dai temi trattati nella Conferenza di Genova quale futuro si prospetta al sistema dei CSV?
La Conferenza di Genova ha rappresentato un'occasione di confronto e scambio di idee informazioni, competenze e progettualità tra i CSV e tra i CSV ed altri interlocutori e stakeholders. Numerose le novità sul campo, a partire dalla legge n. 106 del 2016 che riforma il Terzo Settore ed il servizio civile in Italia, compreso il sistema dei CSV. Ne esce un sistema rafforzato nelle competenze e nelle relazioni; infatti è previsto nella legge, tra l'altro, che i CSV opereranno per promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari nei diversi enti del terzo settore. Ciò implica maggiore apertura, sviluppo di competenze e reti tra soggetti del terzo settore ma anche rischi per la tenuta del sistema, se non si porrà adeguata attenzione alle risorse finanziarie necessarie per uno sviluppo armonioso del fondamentale ruolo del volontariato nel nostro Paese.

Con quali strumenti il sistema dei CSV ed il CSV Salento stesso si pone al servizio del volontariato e le sue innumerevoli mutazioni nel tempo?
Gli strumenti sono numerosi e spesso hanno caratteristiche differenti a livello territoriale, non a caso da anni si lavora a livello di Coordinamento nazionale dei CSV per definire una "tassonomia dei servizi" che riesca a comprendere le varie esperienze dei circa 70 CSV italiani. Tuttavia il filo conduttore è rappresentato dalla messa a disposizione di strumenti che consentono alle organizzazioni di volontariato, ai singoli volontari ed aspiranti tali di essere accompagnati in tutte le fasi del loro essere volontari: dalla costituzione alla gestione e sviluppo di un'associazione, alla qualificazione attraverso la formazione, all'informazione sulle tematiche sociali, ambientali, culturali, alla promozione del volontariato organizzato e della cultura della solidarietà, specie presso i giovani; ai servizi logistici per le associazioni che organizzano manifestazioni ed eventi e così via. Come CSV Salento inoltre operiamo da anni perché il volontariato si faccia interprete consapevole e competente dei bisogni del territorio e contribuisca a rendere migliore la vita e l'ambiente delle proprie comunità in un'ottica di sussidiarietà con le amministrazioni locali, come previsto dall'art. 118 u.c. della Costituzione italiana. L'abbiamo fatto e continueremo a farlo, anche attraverso i cosiddetti "Cantieri per la sussidiarietà" che hanno appunto il fine di informare, coinvolgere, favorire la partecipazione di volontari e cittadini per la difesa dei beni comuni.

Nel programma era previsto l'intervento del presidente di AICCON. Quale legame tra la cooperazione no proft ed il volontariato?
La cooperazione sociale rappresenta un ottimo modello per coniugare temi come la solidarietà, l'inclusione sociale, la tutela dei diritti, con quelli legati all'occupazione, anche di soggetti con difficoltà. Ovviamente deve essere predominante l'aspetto etico e sociale rispetto a quello imprenditoriale, non a caso la legge prevede una serie di agevolazioni per la cooperazione sociale e la possibilità che all'interno vi operino dei volontari. Anche sulla base di quanto previsto dalla nuova legge 106/2016 il legame sarà sempre più forte e, se sviluppato in maniera adeguata, produrrà benefici per entrambe le tipologie di soggetti: la cooperazione sociale e le organizzazioni di volontariato, ciascuna con le sue competenze e peculiarità, ma che potranno sempre più collaborare per il raggiungimento di obiettivi comuni.

Alla luce della riforma del Terzo Settore e in attesa dei decreti attuativi cosa potrebbe succedere ai CSV in Puglia?
In Puglia i Centri di Servizio al Volontariato da anni hanno compreso il valore dell'apertura ad altri interlocutori istituzionali e della collaborazione tra essi. Numerose sono state infatti le attività e le collaborazioni attivate con la Regione Puglia, con il Forum Regionale del Terzo settore, la Convol, l'Ufficio penale esecuzione esterna e così via. Da alcuni anni inoltre i CSV Pugliesi hanno attivato e sperimentato positivamente forme di collaborazione per la realizzazione di azioni comuni; si tratta di azioni formative, informative e progettuali. Infatti se i CSV si caratterizzano per un forte elemento di prossimità e di vicinanza anche fisica alle associazioni di volontariato spesso di piccole dimensioni, in un'ottica di consulenza, supporto alla crescita ed allo sviluppo di reti, è indubbio che alcune attività "strategiche" è opportuno siano progettate e realizzate in sinergia e con l'apporto e l'impegno di tutti i CSV. L'azione regionale relativa alla formazione e sviluppo progettuale riferito al POR Puglia 2014-2020 ha proprio l'obiettivo di rendere il Volontariato pugliese consapevole protagonista delle fasi di programmazione, monitoraggio e realizzazione delle azioni previste nel Piano Operativo Regionale. Tanto più che le risorse ivi previste toccano settori e ambiti di intervento in cui il volontariato molto spesso è impegnato con intelligenza, passione e, spesso, innovazione sociale.

Distory, il disco. In anteprima nazionale

Archivio video
grovigli mengtali