liberta barriere al ventoSpenti i fari sul Christmas Sharing dello scorso 19 Dicembre, per l’associazione Barriere al vento resta nell’aria la sensazione di aver compiuto, anche quest’anno, piccoli passi verso l’integrazione con il territorio, incoraggiando, allo stesso tempo, lo svolgimento delle attività all’interno del centro diurno operativo presso le Ex Officine Martinucci.

Il successo dell’iniziativa è da attribuire, prima di tutto, allo spirito della condivisione che ha coinvolto tutti i partecipanti alla serata, sprigionando l’essenza del Comunicare attraverso l’uso del proprio corpo e della propria fisicità - a prescindere da forme, sesso, genere, età, capacità motorie, caratteristiche fisiche – ridefinendo all’origine il concetto di “normalità”.

Lo scrittore e giornalista Mauro Marino, vicino all’associazione, sottolinea come lo stupore, punto di partenza del pensare e di ogni fare creativo, sia stato il mistero e allo stesso tempo il motore che ha alimentato la serata: grande attenzione verso ogni piccola cosa, ogni piccolo accadere, nella convinzione che in quel “piccolo” risieda la vita, la vitalità, il vitalismo. Nella sua riflessione successiva alla serata, Marino cita Emily Dickinson: “Se per fuggire alla memoria, avessimo le ali, in molti voleremmo. Avvezzi a cose molto più lente, gli uccelli sbigottiti contemplerebbero il possente stormo degli uomini in fuga dalla mente dell’uomo”.

La testimonianza di una mamma, che ha partecipato all’evento assieme al suo bambino, sottolinea la sorpresa nell’incontrare le diverse abilità attraverso strumenti nuovi come il movimento e il contatto fisico: «danzare è una cosa semplice, venirsi incontro, girare intorno, gioire della gioia semplice di essere insieme. Lo imparo con il corpo, con il cuore. Imparo che anch’io so danzare, che posso farlo, che voglio farlo. […] Mi trovo a sentire che stiamo vivendo in questo momento un futuro possibile, lo anticipiamo e lo rendiamo presente, e anch’io  supero l’handicap più grave, il mio, uno di quelli che non si vedono e non fanno fare domande alla gente,  la paura di abbandonarmi alla gioia e alla vita».

Se a distanza di settimane il segno lasciato dal Christmas Sharing è ancora così forte allora la strada percorsa dagli operatori e dalle operatrici di Barriere al vento è quella giusta, è la strada che porta all’incontro dei pensieri attraverso il contatto dei corpi, allo scambio delle abilità toccando le difficoltà altrui e alla vera condivisione delle esperienze vivendo la quotidianità magica di chi anima il Centro.

Volley: Efficienza Energia Galatina vs Olimpica Avellino 3-0

Archivio video
diretta inondazioni 2