redArriva per la Puglia il momento di discutere sulla possibilità di un Reddito di Dignità come forma di sostegno per le famiglie in difficoltà economica. La proposta è contenuta all’interno di una Legge Quadro della Regione la quale vuole introdurre un sistema integrato per proteggere le famiglie in condizioni di fragilità economica e sociale, e inserire i membri di questi nuclei familiari nel mondo della formazione e del lavoro. Il reddito di dignità, anche detto ReD, sarà assegnato a tutte le famiglie che posseggono un ISEE inferiore a 3.000 euro (dando la priorità alle giovani coppie con figli minori, ai disoccupati e alle famiglie numerose)  e prevede un contributo pari a 600 euro mensili per una famiglia di 5 componenti. La misura è stabile nel tempo ma viene sospesa dopo 12 mesi per poi riprendere dopo 6 mesi di interruzione. 

Al supporto economico si accompagna un programma di inserimento sociale e lavorativo grazie al quale i beneficiari saranno messi in contatto con i soggetti pubblici, privati e del privato sociale che hanno bisogno di soggetti con specifiche competenze o vogliono avviare progetti di tirocinio e formazione.

Il dialogo tra i diversi attori coinvolti si realizzerà con il supporto di una piattaforma informatica e con la gestione dei vari passaggi da parte di un’equipe multiprofessionale. Il personale dei Comuni (Ambiti territoriali) e dei Centri per l’impiego pubblici avranno, infatti, il compito di valutare le domande, definire il patto individuale, abbinare tirocinante e tirocinio, e monitorare lo svolgimento.

Nel complesso la Legge quadro sul Reddito di Dignità in Puglia si propone, quindi, di costruire una rete per l’attivazione delle persone e dei rispettivi contesti familiari, puntando alla protezione e all’inclusione delle persone e delle famiglie in condizioni di fragilità sia sul piano economico che su quello sociale: per finanziare questa importante e innovativa misura sanno utilizzate le risorse del Bilancio proprio regionale, i Fondi comunitari (in particolare con il Fondo Sociale Europeo, POR 2014-2020) e si integrerà con le misure di contrasto alla povertà previste nella Leggi di stabilità 2016.

Il calendario delle consultazioni sarà definito al più presto insieme alle forze politiche, le quali saranno chiamate a esprimere il loro parere e le loro osservazioni sulla proposta.

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