amazon smile-02l colosso del retail on-line ha lanciato nei giorni scorsi il servizio “Gift a smile” (Regala un sorriso) che permette di fare acquisti con la consapevolezza che lo 0,5 % del ricavato Amazon lo donerà all’organizzazione no profit scelto tra l’elenco messo a disposizione del cliente. Il cliente, poi, si vedrà arrivare a casa un pacco speciale con sorriso a mo’ di ricompensa per la sua generosità.




Tralasciando il particolare caso del corrispettivo sito italiano in cui non è disponibile questa opzione, l’operazione attuata da Amazon può essere letta tra le righe come una strategia di marketing e di consolidamento del marchio in linea con i mutamenti del nostro tempo.Parallelamente ad una nuova sensibilità dell’opinione pubblica globale verso i temi del sociale, dell’etica e della giustizia sociale, infatti, le grandi aziende stanno volgendo uno sguardo nuovo alle proprie posizioni su questi temi e sulla propria Responsabilità Sociale d’Impresa. Facendoci caso molte campagnedi grandi marche stanno puntando su messaggi a sfondo sociale nel proprio piano di comunicazione strategica come laGuinnes che in questo video punta tutto sul valore dell’amicizia e dell’inclusione sociale.Un più recente esempio di comunicazione sociale d’impresa applicata al marketingè quello di Desigual, il famoso marchio di abbigliamento spagnolo che in occasione della festa della mamma ha lanciato uno spot in cui una modella gioca con un cuscino fingendo di essere incinta per poi bucare dei preservativi. Impossibile non notare il forte legame con il movimento spagnolo “Yo decido” delle donne spagnole contro la nuova legge antiabortista del governo Rajoy. Sul senso del messaggio che lo spot vuole far passare si sono scritti fiumi di parole e di critiche ma, in questa sede, non voglio soffermarmi su questo, bensì sulla constatazione che un’azienda così importante si sia esposta senza rete su temi sociali così delicati correndo il rischio, come è successo in questo caso, di subire la gogna mediatica.Probabilmente perché le aziende si stanno sempre più rendendo conto di fare parte integrante della società in cui operano e che nel processo di acquisto il consumatore prende in considerazione variabili come la responsabilità sociale, l’eticità e la fiducia che ripone nell’impresa stessa oltre che del prodotto in sé.Nel Libro Verde del 2011 della Commissione Europea si afferma che “la Responsabilità Sociale d’Impresa può essere considerata come “l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici applicabili, ma anche andare al di là investendo «di più» nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le altre parti interessate”.Per continuare a stare sul mercato, quindi, le aziende devono mostrare la loro parte “umana” e comunicarla al meglio con strategie di marketing sociale, certificazioni di qualità e iniziative sociali volte a favorire l’integrazione tra l’impresa e la comunità in cui opera (come ad esempio sponsorizzazione di eventi, supporto economico nella tutela del patrimonio, forme di agevolazioni aziendali per le madri lavoratrici etc..)Nell’era della post-globalizzazione lo stato sociale e il welfare è assolutamente un tema che riguarda tutti.


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