il nastro rosso ridCi sono storie che non sono scritte, eppure esistono e legano come un nastro rosso i passi, i giorni, le persone, i luoghi i desideri, i destini. C’è un nastro rosso attorno al busto del poeta nella piazza principale, che è quasi la firma della speranza di ritrovare un padre, salda radice dell’identità rom e germoglio aperto alla speranza di un futuro che può piegarsi alla volontà di una bambina caparbia. Kebarie, Kedi per i compagni di scuola, non si arrende ai pregiudizi degli sloveni, secondo cui è sporca, ladra, ignorante. Lotta con le lettere di una lingua straniera che ballano sul foglio, con i quaderni impolverati, con i rimproveri della maestra Erika, con la voglia irrefrenabile di ballare, anche in classe. Nonostante ciò può affrontare il mondo intero, lei, certa che un giorno diventerà una principessa, non una delle storie tradizionali, ma una principessa rom che “sa brandire un’arma e camminare sui carboni ardenti senza bruciarsi le piante dei piedi”.

Jania Vidmar, l’autrice de “Il nastro Rosso” - (ill. Maria Castellana, trad. Lucia Gaja Scuteri), primo titolo della collana per ragazzi Rendez-vous edita dalla casa editrice salentina Besa Muci – scrive questa storia a partire da un ricordo d’infanzia su come gli sloveni guardavano con sospetto e ostilità gli zingari. “Spesso, poi, i genitori, per intimorire i bambini più monelli, dicevano loro che sarebbero arrivati gli zingari e se li sarebbero portati via […] Chissà, forse è per questo che mi portavo dentro la storia di Kebarie da decenni. Prima di lasciarla andare, però, volevo liberare me stessa”.

Attraverso la scrittura passa anche un’altra liberazione, di cui Kebarie è l’artefice. Quelle lettere all’inizio ostili diventano un mezzo per comunicare con suo padre, l’unico suo punto di riferimento, nonostante la sua lontananza abbia messo a nudo alcune verità dolorose.

Questa storia “al confine di lingue diverse” riesce a tessere relazioni a cavallo tra due culture. Un plauso al coraggio di Besa Muci nel costruire ponti di libri tra le due sponde dell’Adriatico, offrendo ai lettori attraversamenti sorprendenti.

Età consigliata 10+

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