storia di una valigia ridNuria Parera, autrice e sceneggiatrice spagnola, ci regala con “Storia di una valigia”, Beisler editore, un’Odissea moderna, in cui la storia entra prepotente nei destini degli individui, senza però riuscire a soffocare la speranza e la fiducia in un futuro migliore.

Il racconto ha inizio ai primi del Novecento in una valle dei Pirenei, con Magì che affida a sua figlia Maria una valigia, confezionata con le proprie mani, come regalo di matrimonio. Maria porta con sé la valigia e da questo momento inizia, grazie a questo umile bagaglio, una staffetta. All’inizio custodisce insieme alla erbe medicinali di Maria, operaia nelle industrie tessili, la sua nostalgia di casa. Poi passa nelle mani di Salvador, capace di incantare con la macchina da presa i bambini che incontra viaggiando di villaggio in villaggio con la sua bici. Nelle sue mani si riempie di sogni e stupore,

finché arriva ad Angela che coltiva viti con suo nipote Joan, impaziente di viaggiare e di vedere il mondo. Joan arrivato a Barcellona, mentre intorno si prepara la guerra civile, raccoglie nella valigia volantini rivoluzionari, pieni di parole nuove: libertà, solidarietà. La sua compagna Violeta, fugge da Barcellona per scampare alla guerra e attraversa con la valigia piena di poesia e fotografie i Pirenei coperti di neve. Poi deve affrontare la prigionia, ma mentre attende sconsolata un pezzo di pane, seduta sulla valigia, vede una neonata, Raquel Shalom, rimasta orfana. La valigia diventa la sua culla. Violeta fugge con lei e si imbarca a Marsiglia sulla nave Hope alla volta dell’America. Qui inizia una nuova vita sulle note del rock’ n’ roll. In Raquel, diventata adolescente, si accende il sogno di vivere di musica e inizia un tour che, valigia alla mano, la riporta in Europa, ad Ibiza. Qui crea una sua famiglia, ma presto arrivano le avvisaglie della dittatura di Franco in Spagna. Bru, suo marito, da reporter parte con la valigia per Barcellona per fotografare le violenze della dittatura. Poi torna ad Ibiza, ma stavolta la valigia rimane nella sua stanza di Barcellona, dove la trova la nuova inquilina, che scopre qualcosa al suo interno. E poi? La valigia non si ferma, continua ad accompagnare e contenere i sogni di chi parte alla ricerca di una vita migliore, oltre ogni barriera e confine, perché anche l’uomo è specie migrante, che cerca la primavera mentre intorno è inverno.

Le illustrazioni di Maria Hergueta sono in bianco e nero, con la sola aggiunta di un dettaglio rosso ad evidenziare il legame emotivo tra le singole storie, quasi un sentiero della memoria lungo cui si avventurano i protagonisti di questa storia personale e collettiva che attraversa un secolo e arriva fino a noi. Il rosso è via via il colore della nostalgia, dello stupore, della violenza, della ribellione, della modernità, della speranza.

Una lettura consigliata a ragazzi 10-13 e oltre.

Fast News

Archivio video