un solo mondo rid“Un solo mondo” albo di Michael Foreman, edito in Italia da Camelozampa, potrebbe essere in sintesi la lezione del coronavirus, esempio estremo ma tangibile di come i destini del pianeta, nelle sue molteplici forme di vita, siano interconnessi. La natura, durante il lock down, sottrattasi alla tenaglia dell’inquinamento, ha ripopolato i suoi spazi, ha ripreso fiato, ha ritrovato vigore. La capacità dei bambini di stabilire con la natura una relazione empatica, di osservarla con gli occhi della meraviglia, di fare un passo indietro, se occorre, rinunciando all’istinto egoistico di trattenerla, di alterarla fino a soffocarla, sono l’ultima speranza che ha il mondo di sopravvivere.

Due bambini, fratelli, come lo sono tutti gli abitanti della Terra, anonimi, perché rappresentano l’umanità, giocano sulla spiaggia ad osservare il microcosmo di una pozzanghera. Un microcosmo meraviglioso e colorato, alimentato dalla marea con tracce lasciate dall’uomo: lattine e rifiuti.

I protagonisti di “Un solo mondo” cedono per un attimo alla tentazione di creare nel secchiello il “loro” mondo con la voglia di tenerlo tra le mani e prendersene cura. Poi si accorgono che quante più cose aggiungono al loro mondo, tante più ne tolgono al mondo reale, di cui cominciano a vedere a poco la sofferenza. Uno strato di olio opacizza l’acqua della pozza. Allora i bambini capiscono che devono prendersi cura della pozza e non solo, perché essa non è isolata, ma a sua volta collegata al mare.

Nell’albo micro e macro, prospettive ristrette e allargate fino a diventare di respiro globale, comprendendo anche la Terra, il Sole e la Luna sono il dialogo a distanza tra tutti gli esseri, animali, vegetali, animati e inanimati che sono sotto la luce degli astri.

Le illustrazioni rappresentano in maniera ora documentaristica, ora eterea e pulviscolare, l’infinita bellezza del cosmo, dal granello di sabbia alla balena, alla luce argentea della luna che illumina il volto degli animali, ricordando il plenilunio di Alcmane.

Lettura consigliata ai bambini che a fine giornata hanno ancora il broncio perché, loro malgrado, hanno dovuto svuotare il secchiello, prima di tornare a casa e ai genitori che hanno ceduto alla tentazione di credere che esistano più mondi.

App Immuni “Un piccolo gesto, per un Grande Paese”

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