marzo nella saggezza popolareAntonella De Luca, una galatinese DOC che conosce vita, morte e miracoli della città, è stata per noi una fonte preziosa sui proverbi della cultura contadina. Proverbi in vernacolo, ovviamente, riguardanti il mese di marzo. Marzo 2020 è un marzo che rimarrà alla storia, ma anche nella tradizione popolare questo mese è un po’ birichino. Leggete un po’. Non temete i testi sono tradotti!

A marzu cacciati la coppula ca fete d’arsu

A marzo il sole comincia a essere più caldo e i contadini si toglievano la coppola per non far surriscaldare la testa e farla puzzare come di bruciato.

Meju la mamma cu perda la fija ca lu sole de marzu cu si la pija

Secondo la saggezza popolare il sole di marzo era intenso e perciò le fanciulle dovevano evitare di esporsi, per non avere danni.

Marzu menzu duce e menzu maru

Marzo dalle temperature variabili.

Se marzu nu marziscia aprile male pensa.

Se marzo non si comporta come suo solito, aprile è diffidente.

Febbraiu dice a marzu: “Prestami do giurni frate marzu, ca fazzu bbidi a sta Vecchia ce li fazzu ca se li giurni mii li tenia tutti facia cu quaja lu vinu intru alle vutti”.

Febbraio è il mese più corto dell’anno e gli ultimi giorni di febbraio erano chiamati “la Vecchia”. Febbraio chiede a marzo: “Prestami due giorni fratello marzo e ti farò vedere che combinerò alla Vecchia. Se avessi i miei giorni al completo farei maturare il vino nelle botti”.

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