brian ferryBryan Ferry è uno dei cantautori più iconici e innovativi della musica pop, dotato di una voce di una brillatezza e eleganza mozzafiato. Risale alla fine degli anni ’60, durante gli anni di studio presso l’Accademia delle Belle Arti, il suo incontro con il fondatore della Pop Art britannica, Richard Hamilton, che avrebbe poi ispirato e influenzato il suo modo di intendere l’arte. 

“Le mie primissime composizioni e produzioni con i Roxy Music,” spiega, “sono state un tentativo esplicito di coniugare il mio amore per la musica con la creatività e le idee che avevo “imparato” durante gli anni di studio di Belle Arti.” Grazie ad una borsa di studio del Royal College of Art, Bryan Ferry si trasferisce a Londra dove scrive le canzoni che sarebbero poi diventate il primo album dei Roxy Music. Egli “recluta” gli altri elementi del gruppo di cui cura ogni dettaglio, dall’immagine, agli abiti di scena, alle copertine dei dischi, Il primo singolo, ‘Virginia Plain’, apparso nelle classifiche di ‘Top of The Pops’ nel 1972, ha un impatto immediato. La storia della musica pop, da Elvis al prog rock, atrraverso soul e avant-garde, si fonde ed esplode in un flusso di pura e sfavillante musica pop, espressione impeccabile di virtuosismo musicale, stile e testi splendidi. Il primo album dei ‘Roxy Music’ è stato universalmente acclamato da diverse generazioni di critici come uno dei dischi più importanti della storia del pop e del rock. Il primo album da solista di Bryan Ferry, ‘These Foolish Things’, uscito nel 1973, è espressione del suo amore per i classici rhythm & blues e rock & roll declinati in uno stile del tutto personale. L’intensità emotiva della sua voce traspare nettamente nella stupenda interpretazione di ‘A Hard Rain’s A-Gonna Fall’ di Bob Dylan, una delle sue tante cover di artisti he godono della sua ammirazione, e che interpreta in maniera molto personale in una amalgama di stili musicali che – partendo dalla chanson francese, e passando attraverso i classici crooner, per arrivare fino al rock più duro – creano quel bagliore da scena teatrale che diventerà la cifra artistica di Bryan Ferry. La fotografia della copertina del secondo album da solista, ‘Another Time, Another Place’, con Ferry in classico smoking bianco pronto per un cocktail preserale, è diventata una delle icone della storia della cultura pop, e la sua interpretazione di ‘The In Crowd’ è diventata la mitica colonna sonora del leggendario “Jet Set”. Bryan Ferry e i Roxy Music hanno trasceso la moda e, lungi dal seguire le mode lel momento, sono stati i fautori di nuove tendenze. Ferry compone e scrive canzoni da solo. Il suo stile vocale dà vita ad un intero mondo in cui ogni canzone si trasforma in un’interprertazione istrionica in una tensione ideale tra indolenza ed eccessiva passione che crea momenti di alto romanticismo. Nell’ottobre del 1975, uno dei brani più amati dei Roxy, ‘Love Is The Drug’ – brano di apertura di ‘Siren’ – parla di ossessione romantica e sessuale e si addentra ancor di più nel mondo della malavita urbana fatto di bar malfamati e di consumatori seriali di amori proibiti. Con il loro ultimo album registrato in studio nel 1983 – il triplo disco di platino ‘Avalon’, i Roxy Music suggellano la loro fama di pionieri nella musica e di supergruppo su scala mondiale. Per tutti gli anni ’90 e fino ai nostril giorni, Bryan Ferry continua a lavorare da solo su cover che non si stanca mai di perfezionare attraverso registrazioni e interpretazioni che spesso dipingono la scena emotiva delle storie d’amore attraverso la lente di chi è solo e infelice con descrizioni di amore e solitudine, lusso e isolamenento di cui è capace solo un profondo conoscitore del “glamour”. Nel 2002 esce ‘Frantic’, un abum costruito su un mix di materiale inedito e interpretazioni di brani di altri artisti, alcuni dei quali scritti con Dave Stewart degli Eurythmics, e uno (“I Thought”) composto col suo ex compagno musicale dei Roxy, Brian Eno. Nel settembre 2006 Ferry ritorna in studio per registrare ‘Dylanesque’ – un tribute artistico alle canzoni al da lui sempre amato e rispettato cantautore americano. Bryan Ferry ha festeggiato 40 anni di carriera riarrangiando le sue composizioni ed i suoi dischi in uno stile anni ’20 con la sua orchestra jazz, la ‘Bryan Ferry Orchestra’ per un album strumentale. Dopo aver ascoltato ‘The Jazz Age’, Baz Luhrmann ha chiesto a Bryan Ferry di registrare la musica anni ’20 per il suo remake del film ‘Il Grande Gatsby’. Nel 2014 esce il quattordicesimo album da solista di Bryan Ferry: lo spigoloso, minaccioso e cinematografico ‘Avonmore’ che contiene un mix di composizioni inedite come ‘Soldier of Fortune’ (scritta con Johnny Marr), ‘Lost’ e ‘Loop de Li’, e anche interpretazioni come ‘Send in the Clowns’ di Stephen Sondheim e ‘Johnny and Mary’ di Robert Palmer. ‘Avonmore’ è l’ennesima dimostrazione di tutte le qualità che hanno contribuito a rendere così iconico, innovativo e affascinante Bryan Ferry per il suo modo di scrivere, arrangiare ed anche per l’indiscutibile talento vocale. Il 2016 è stato un anno un anno di gran lavoro per Bryan Ferry che lo ha visto sui palchi di un grande tour mondiale e imprgnato nell’uscita del suo primo album live da solista. Registrato durante l’Avonmore Tour del 2015, il ‘Bryan Ferry Live 2015’, l’album contiene tutti i brani suonati durante i concerti del suo tour mondiale, dai brani del suo ultimo album di successo, Avonmore, agli ormai classici successi del passato di Bryan Ferry e dei Roxy Music.

SABATO 13 APRILE  ore 22:00
MAIN STAGE, piazza Cavour, Foggia 
Parcheggio e ingresso riservato a persone con disabilità e accompagnatori in viale XXIV Maggio. 
Ingresso gratuito

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