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caliniUn disco fresco dove la ricchezza di generi è la base di tutto

Quando mi è arrivato il cd all’inizio ero un po’ sulle mie, il tutto probabilmente dovuto alla mia personale crescita e maturazione musicale, ma si sa che spesso alcuni dischi, apparentemente lontani dai generi cui siamo abituati, in realtà si dimostrano poi vicini a quelle scelte che nel tempo abbiamo maturato sia con l’esperienza che con interminabili ore di ascolti.

Resta il fatto che questo lavoro di Giuseppe Calini, Verso L’Alabama, è riuscito a colpire lì dove in molti hanno fallito perché, se all’apparenza si può pensare all’Alabama ed alla sua capitale, Montgomery, come la terra dei diritti civili e delle battaglie a Selma, in realtà quello che trapela da questo disco non è il jazz dei cantori di colore, ma quel rock che tanto appassiona e lascia il segno. Verso L’Alabama è una produzione che mescola tanto rock a stelle e strisce con l’originalità e la difficoltà dei testi in italiano, difficoltà ancora più accentuata se si pensa che il rock qui proposto ci riporta a quegli anni settanta quando il genere era il sale di tutti i nuovi fermenti culturali, di costume e così via dicendo. E poi, lasciatemelo dire, Verso L’Alabama è un lavoro che porta Calini a coinvolgere musicisti di spessore, e non potrebbe essere diversamente se non fosse tale anche lui, quali Simone Sello della band di Vasco Rossi, Matt Laug già con Slash e Guns N’Roses, e questi solo per citarne alcuni. Calini sa ciò che vuole di sicuro perché musicista completo in grado di spaziare dal pure rock al country, da qualche soffio di blues ai suoi derivati, confermando sempre un’originalità non proprio consona a tanti musicisti che si cimentano in tutti questi generi di cui Verso L’Alabama è infarcito. Musicisti come lui ne sono rimasti davvero pochi nella nostra terra, probabilmente ciò che serve ancora a Calini è diventare un vero punto di riferimento per tutti coloro, che come lui, hanno nel dna la ricerca del sapersi mettere in gioco comunque e dovunque. Ebbene si, questa volta ho dovuto ricredermi! Viva la sincerità.

 

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