cosimo borraccino“La risoluzione 198/98, approvata all’unanimità dal Parlamento Europeo il 2 luglio 1998, riconosce che “il commercio equo e solidale si è rivelato uno dei modi più efficaci  per promuovere lo sviluppo” e che ha fondamentale importanza il “valore simbolico e l’effetto promozionale derivante dall’impiego da parte di tutte le Istituzioni comunitarie di prodotti c.e.s. nei loro servizi interni”.

“La pratica del “kilometro 0” ha certamente il vantaggio di ridurre l’impatto ambientale e di coltivare e vendere i prodotti nella zona stessa di produzione. Ma non garantisce che nella filiera produttiva non vi siano rischi per la salute, che non sia stata sfruttata la manodopera con il ricorso a pratiche odiose come il caporalato e che non siano stati usati pesticidi o forme di sfruttamento intensivo della terra.

“Al contrario, i prodotti del commercio equo e solidale offrono queste caratteristiche. In Puglia, grazie alla Legge Regionale n. 32 del 2014, alcune organizzazioni promuovono il commercio equo e solidale e fanno attività di formazione nelle scuole e al pubblico. Qui, inoltre, coesistono “botteghe del mondo” e organizzazioni di produttori che sperimentano forme di economia solidale operando su terreni confiscati alla criminalità organizzata o dando lavoro ai detenuti in carcere.

“Ma anche le Amministrazioni pubbliche possono svolgere un’azione di stimolo e di esempio, supportando filiere produttive responsabili, acquisendo i relativi prodotti e distribuendoli attraverso i propri canali. I supporti normativi ci sono: l’art. 67 della Direttiva 2014/24/UE, per esempio, dice al comma 2 che “l’offerta economicamente più vantaggiosa dal punto di vista dell’amministrazione aggiudicatrice…può includere il miglior rapporto qualità/prezzo valutato sulla base di criteri, quali gli aspetti qualitativi, ambientali e/o sociali, connessi all’oggetto dell’appalto pubblico in questione”.

“Sulla base di queste indicazioni, e di altre, gli Enti pubblici possono quindi redigere capitolati d’appalto che prediligano soluzioni sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale, assegnando magari un punteggio premiante ai prodotti della filiera equo-solidale. 

“Sarà questo il tema centrale della “Giornata regionale del Commercio equo e solidale” che si svolgerà il prossimo 6 dicembre a Bari presso l’Officina degli esordi e alla quale parteciperò volentieri, per sottolineare la validità dell’iniziativa.”

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