donno comunicato 1«In un anno, in provincia di Lecce, il numero di alloggi occupati senza titolo (tra abusivismo e procedimenti di decadenza) è diminuito di sole 50 unità. È un primo segnale, ma non basta. Bisogna far luce sulle azioni di contenimento e prevenzione del fenomeno messe in campo, evidentemente insufficienti». Torna a battagliare Leonardo Donno, salentino portavoce alla Camera dei deputati del M5s. Nelle scorse ore il deputato ha bussato, a distanza di un anno, alle porte della Prefettura di Lecce.

Obiettivo: «Proseguire, con il nuovo Prefetto, quel percorso virtuoso avviato lo scorso settembre nel tentativo di ripristinare la giustizia sociale e mettere fine alla guerra tra poveri che la stessa burocrazia, spesso, innesca».

Nel settembre dello scorso anno Donno, tramite una richiesta di accesso agli atti inoltrata ad Arca Sud Salento, aveva avuto un quadro completo del fenomeno nel territorio salentino. All'epoca ben 728 alloggi popolari dell'ente risultarono occupati da soggetti senza titolo. Più nel dettaglio: 405 erano stati occupati abusivamente, su 323 pendevano invece procedimenti di decadenza (i residenti avevano perso nel tempo i requisitivi che li rendevano legittimi assegnatari).

Adesso, grazie ad una nuova richiesta di accesso agli atti, il parlamentare a distanza di un anno fa il punto della situazione. «Sono 678, ad oggi, gli alloggi occupati illegittimamente. 50 in meno rispetto allo scorso anno - spiega - Dopo lettere di sollecito inviate ai singoli Comuni interessati dal fenomeno, interrogazioni parlamentari, incontri in Prefettura, possiamo dire che un primo timido risultato è stato raggiunto. Le occupazioni abusive sono attualmente 346 (59 in meno rispetto ad un anno fa), le abitazioni interessate da procedimenti di decadenza sono 332 (9 in più rispetto allo scorso anno).

Certo - commenta amaramente Donno - lascia molto pensare come nulla, e dico nulla, sia cambiato ad esempio nel Comune di Nardò: gli alloggi occupati abusivamente un anno fa erano 58. Lo stesso identico numero è confermato da quest'ultima richiesta di accesso agli atti di due giorni fa. Di fatto alcuni sfratti sono stati eseguiti, ma il fenomeno (lo dicono i numeri) in questo Comune sembra opporre una dura resistenza, avendo infine la meglio. Urge, quindi, un'azione più incisiva.

Anche Lecce, in un'ideale e amara classifica del fenomeno, si conferma seconda, subito dopo Nardò: nel capoluogo gli alloggi occupati abusivamente sono ad oggi 41, 15 in meno rispetto al settembre dello scorso anno. Un'ulteriore conferma è il terzo posto di Casarano, con 23 occupazioni abusive, 7 in meno rispetto ad un anno fa. Segue Copertino con 22 e Ugento con 13. 

Mi preme ricordare – incalza Donno – quanto la Legge 48 del 2017 e la circolare del ministero dell'Interno del settembre 2018 possano fungere da cornice di un'azione più incisiva con la cabina di regia delle Prefetture, attraverso l'istituzione di un comitato per la sicurezza per organizzare gli sgomberi. È partendo da questo presupposto - continua- che ho inteso avviare un dialogo con il nuovo prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, alla quale rinnovo i miei più sinceri auguri di buon lavoro. Il processo di ripristino della giustizia, avviato lo scorso anno, deve continuare. Personalmente sono pronto a risollecitare nuovamente sindaci e istituzioni tutte e a collaborare in prima linea, puntando l'attenzione anche sugli alloggi di proprietà comunale. Quando si viene a conoscenza di una situazione che può rappresentare terreno fertile per fenomeni illegali (e a Lecce c'è un processo che ne è viva testimonianza), è nostro dovere - conclude Donno - andare avanti. I Comuni devono riservare maggiore attenzione e celerità d'intervento su questioni scottanti come questa. Abbiamo i mezzi per combattere la mafia ma non sappiamo usarli. Attendo risposta dalla Prefettura, per poi valutare le successive fasi d'azione».

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