Volley: Efficienza Energia Galatina vs Pozzuoli 3-0

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pierluigi mandorinoChe Galatina fosse una città isolata e marginalizzata a livello regionale e provinciale lo sapevamo già. Una classe politica all’altezza cercherebbe di trovare delle soluzioni per far fronte a questo problema, canalizzando il nostro territorio verso i circuiti e gli organismi che contano. Tutto il contrario di quanto è avvenuto nel corso dell’ultimo Consiglio comunale.



Innanzi tutto va premesso che a causa della solita superficialità e disattenzione da parte dell’amministrazione è stato necessario convocare questo ulteriore Consiglio, con tutto il dispendio di tempo e di denaro pubblico che ne consegue, a causa delle scadenze in tema di ricognizione periodica delle partecipazioni pubbliche del comune. Si sarebbe potuto discutere di questo punto nel Consiglio comunale precedente(quello del 6 Dicembre) e invece, in barba ai debiti che attanagliano le casse comunali, si è deciso di optare per lo spreco economico.

La scelta più vergognosa e mortificante per la nostra città però è stata quella di uscire dal CUIS (Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino), così come voluto dall’Assessore alla cultura Cristina Dettù, assente ingiustificata e dal Sindaco Amante. La partecipazione a quest’organo che si occupa, tra le altre cose, di finanziare progetti aventi a che fare con il progresso civile, sociale ed economico del Salento e con sviluppo dell’istruzione dell’università, delle accademie e degli istituti di alta formazione artistica e musicale, ha già portato a finanziare in passato alcuni progetti del nostro comune. Un progetto risale al 2011 mentre l’altro è del 2013, per un totale di 40.000 € finanziati. Inoltre, la presenza nel CDA del CUIS di un rappresentante del nostro comune (che ora invece perderemo), avrebbe contribuito a portare ulteriori vantaggi nello sviluppo di progetti inerenti la Cultura, l’istruzione e le arti nel nostro territorio.

 

Invece, sulla base di quanto dichiarato dal consigliere Tundo, il comune di Galatina ha deciso di abbandonare il CUIS per una questione di risparmio economico. Non riusciamo a capire a questo punto come sia possibile parlare di razionalizzazione delle spese in riferimento ad alcuni organismi, anche di un certo livello, mentre poi per alcune associazioni e società amiche i soldi si trovino sempre. Probabilmente si tratta di una scusa, mentre la reale giustificazione di questa scelta potrebbe essere legata allo smacco del mancato finanziamento di un nostro progetto che per giunta si sarebbe collocato nelle ultimissime posizioni in graduatoria. Nessuno della maggioranza però ha avuto il coraggio di spiegare che questo cattivo collocamento del progetto è dovuto, tanto per cambiare, al mancato rispetto dei requisiti minimi per essere finanziati. Ma soprattutto, se la scelta fosse realmente maturata in relazione ai risultati della propria incapacità di redigere progetti all’altezza, ci sarebbe da chiedersi provocatoriamente se a questo punto non convenga anche abbandonare la Regione Puglia, visto che a parte qualche piccola eccezione, tutti i nostri progetti si sono collocati nelle ultime posizioni venendo puntualmente esclusi dal finanziamento.

Fatto sta che l’abbandono del CUIS oltre ad impoverirci culturalmente determina un ulteriore passo verso l’isolamento di questa città dal resto del territorio, coerentemente con l’inerzia politica di questa amministrazione, da sempre isolata politicamente, che appena qualche mese fa ci ha messo del suo nel farci perdere i Concerti del Chiostro a vantaggio di Soleto.

Per una città come Galatina che ha vantato e vanta eminenti personaggi in ambito culturale, artistico, filosofico e musicale, è una vergogna che venga abbandonato un organismo che contribuisce concretamente allo sviluppo della Cultura e per tale ragione una scelta simile insinua nella cittadinanza il dubbio che l’unica cultura che questa amministrazione stia coltivando sia quella del clientelismo, come dimostra la generosità verso alcune Associazioni(sempre le stesse) ed il menefreghismo verso altre.

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