Via crucis - Noha

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roberta-forteTanta confusione sulle modalità di applicazione dell'ecotassa genera inevitabilmente sterili strumentalizzazioni e infondate accuse di falsità. La L. R. 38/2011 ha stabilito l'ammontare dell'ecotassa sui rifiuti conferiti in discarica da applicare, a partire da gennaio 2014, ai Comuni che non raggiungano almeno il 40% di raccolta differenziata, da calcolarsi sui dati di raccolta dell'anno precedente a quello dell'applicazione del tributo.

Solo per il 2014, anno di avvio, la Regione Puglia ha esonerato dal pagamento dell'ecotassa i Comuni che, pur non avendo raggiunto il 40% di differenziata nel periodo di riferimento luglio 2012 – giugno 2013, abbiano dimostrato a giugno 2014 un incremento di almeno il 5% rispetto al 2013.

Il Comune di Galatina, grazie all'avvio del sistema porta a porta, è riuscito a dimostrare un incremento dell'8%, raggiungendo il 24% di differenziata rispetto al 16% di partenza, che ha prodotto come risultato l'esonero  dell'ecotassa prevista per l'anno 2014, come pubblicamente risulta dalla determina dirigenziale della Regione Puglia n. 18 del 15.1.2015.

Quindi con giusta soddisfazione abbiamo festeggiato un risultato, relativo all'anno 2014, che ha mantenuto le promesse fatte, confortati dai dati in nostro possesso del sicuro raggiungimento dell'incremento richiesto.

La Regione Puglia, invece, per l'applicazione dell'ecotassa per il 2015 non ha previsto alcuna agevolazione rispetto al raggiungimento della soglia del 40%, da calcolare sui dati di raccolta conseguiti tra giugno 2013 e luglio 2014, che quindi non potevano che esser identici a quelli già comunicati per l'esonero dell'anno prima.

E' in quest'ultimo caso, infatti, che confermando la media del 24% circa, siamo tra i 97 Comuni della Provincia di Lecce, cioè praticamente tutti, costretti a pagare l'ecotassa per il 2015.

Il vero problema a questo punto è un problema di carenza di previsione di impianti regionali che consentano di smaltire e differenziare anche l'umido in appositi impianti di compostaggio, senza i quali raggiungere le percentuali del 40% è pura fantasia.

Per questo motivo, stiamo insistendo per l'avvio del procedimento che porti alla realizzazione di un impianto di compostaggio nel nostro bacino, dopo aver verificato, come ARO 5, l'inesistenza anche di impianti che consentano la messa in riserva della frazione organica per trasportarla cumulativamente in impianti presenti nel barese o ai confini della nostra Regione.

Per tale motivo continueremo a potenziare ed implementare la pratica del compostaggio domestico, pur consapevoli che solo la possibilità di smaltire l'umido in maniera adeguata a tutto il territorio rappresenti la soluzione per il raggiungimento di ben oltre il 40% di raccolta differenziata.

Sino ad allora la Regione Puglia, se continuerà a pretendere il pagamento dell'ecotassa, pur consapevole della mancanza di impianti, opererà un ingiusto sopruso nei confronti dei cittadini pugliesi.