buona2È’ giugno, andiamo.  È’ il momento di spostarsi verso nuovi pascoli. Dall’est è giunto il pastore con il suo gregge per far brucare quel che rimane del verde della città del latte. Si dirigono con guida sicura sapendo di trovare in quella pianura compari di merenda.

È nata, infatti, una nuova generazione di pastori con la pretesa di “transumare” un’area politica e imprenditoriale meno “produttiva” a una più “florida e rigogliosa”. E considerando gli innumerevoli “ passaggi di campo “ di questi ultimi anni, si ha l’impressione che ci sia la presunzione di far rientrare nella normalità una forma di “transumanza politica e imprenditoriale”.

buonaAl contrario del vecchio sistema, però, gli attuali “pastori” non sono assoggettati al pagamento della ‘FIDA’ (Nel diritto agrario e feudale, la fida o affidatura, è un antico tipo di servitù prediale fondato sul jus affidaturae e consistente in un corrispettivo sul pascolo corrisposta al feudatario dalle comunità locali.) , anzi sono concessi loro compensi e privilegi nel caso riescano a condurre attraverso un “erbal fiume silente” il “gregge” in una diversa “locazione”. E si dirigono verso la pianura attraverso l’antico sentiero, come attraverso un fiume riarso.

Ora il gregge procede. Il sole rende a tal punto gialla la lana delle pecore che quasi si mimetizza col colore della paglia.

Per mimetizzarsi ci vuole talento, a farsi notare soni capaci tutti.

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