programma bagliori xiUn’altra stagione di Teatro Ragazzi. E il nostro primo pensiero va a tutta quella infanzia che paga la folle sofferenza che gli adulti stanno vivendo in questo particolare momento storico. L’elenco dei soprusi e delle vittime sarebbe lunghissimo e va da est a ovest passando per il sud e il nord del mondo.

A loro dedichiamo questa edizione della rassegna.

Un’altra stagione di Teatro Ragazzi con l’impegno di condividere con tutti voi – bambini, ragazzi, insegnanti e genitori - un’occasione per tuffarsi nel mondo dell’arte dello spettacolo dal vivo lasciando da parte per un pò le abitudini virtuali di cui ci stiamo circondando. Il pubblico dei ragazzi è una platea esigente, che non conosce mediazioni, quella meno educata al teatro e dunque la più vera. Una platea esperta di nuovi linguaggi, padrone di un immaginario che solo chi è nato nell’era digitale possiede e Il teatro oggi, ha bisogno di bambini e ragazzi per re-inventarsi e continuare a vivere. Ma anche i ragazzi hanno bisogno del teatro, come mezzo espressivo, come scoperta culturale, come emancipazione sociale come incontro con messaggi che li aiutano a crescere e a diventare attivi cittadini.  

Ingresso euro 4,00

Ore 17,30 – FIABE CON MERENDA

spazio dedicato alla lettura di una breve fiaba con merendina

Il tempo della lettura ad alta voce è il tempo dell’immaginazione, il tempo senza pc, tv o telefonino, quando tutte le distrazioni sono messe da parte. L’obiettivo è quello di far nascere e accrescere nelle nuove generazioni la curiosità e l’amore per i libri attraverso momenti di lettura performativa.

ore 18,00

Compagnia Onirica Poetica Teatrale di Bari

IL DELFINO e il PESCATORE

Viaggio fantastico nel Mar Mediterraneo scrittura scenica di Vito Latorre, Francesco Lamacchia e Antonio Repole

Con Davide De Marco, Francesco Lamacchia, Vito Latorre, Silvana Pignataro, Antonio Repole

Regia Vito Latorre

Maschere, costumi e scenografia di Davide Sciascia

Tecniche: Teatro d’attore

Prodotto da Onirica Teatro di Bari in collaborazione con la Cooperativa di Educazione Ambientale WWF Seges di Vernole (LE)

Lo spettacolo aderisce al progetto internazionale transfrontaliero IPA Adriatico Net-Cet (Network Cetacei), volto alla tutela ed alla conservazione delle tartarughe marine, dei cetacei e della biodiversità del mare Adriatico dalle minacce principali dell’uomo: pesca intensiva (reti da strascico e palangrese), bycacht, abbandono di rifiuti e sversamenti fognari, erosione costiera, cementificazione delle coste e deturpamento delle spiagge, distruzioni dei luoghi di nidificazione delle tartarughe marine, collisioni tra imbarcazioni e cetacei.

Breve sinossi

Il palombaro Giuseppe, alla ricerca del delfino Simone, si tuffa nelle acque del Mar Mediterraneo. Incontrerà i bizzarri e divertenti abitanti del mare: l’atletico Tonno Rosso Rocky, l’eterna viaggiatrice tartatuga Caretta caretta, il gravido Cavalluccio marino Hippo e ancora la famelica ma elegante Stella Marina Asteroidea, l’attraente e sensuale medusa Narba, l’eccentrico dott. Pino Posidonia e infine lo stravagante cantore del mare, il delfino Simone. In questo viaggio fantastico, tra coinvolgenti storie dal sapore tra mito e scienza, divertenti gags tra i personaggi e variegati momenti musicali, il palombaro Giuseppe verrà a conoscenza degli effetti dannosi dell’antropizzazione sull’habitat e sull’ecosistema marino e costiero del Mar Mediterraneo.

Domenica 20 NOVEMBRE  

Teatro Le Giravolte

LA SIGNORINA MEZZOPUNTO E IL DRAGO

da un’antica fiaba cinese racconto d’attore, ombre e animazione

di e con Francesco Ferramosca e Amelia Sielo

Elementi scenografici di Amelia sielo

Regia di Francesco Ferramosca

 

Fiabe, immagini e colori…uno spettacolo che trova il suo spazio nell’ambito del teatro ragazzi, ancor prima che come spettacolo, come strumento didattico. Un luogo di incontro in cui il paese che siamo andati a visitare, la Cina, e l’Occidente si ritrovano amalgamati in uno spazio comune. Con “La Signorina Mezzopunto” abbiamo intrapreso un percorso per raccontare e spiegare mondi lontani, altre identità e i diversi gruppi etnici che le compongono. Parlare ai bambini di cinesi “da non cinesi” ci è sembrato il modo più naturale per creare nuovi scenari immaginari nell’ambito interculturale. Le immagini del racconto sono ispirate direttamente da iconografie tradizionali : costumi, decorazioni, tessuti e artigianato. Uno spettacolo per scuole e famiglie che assume un valore ancora più grande nella realtà sociale italiana, dove vive un numero sempre più grande di bambini di origine straniera e che pertanto si arricchisce di esperienze culturali diverse.

La signorina Mezzopunto è un abile ricamatrice che trascorre le sue giornate a ricamare e cucire con gioia e leggerezza nel suo villaggio sulla vetta di una montagna della grande Cina.

Non le serve altro: le sue creazioni, i suoi amici, la sua casa. Ricama animali, fiori, paesaggi, il sole e le stelle. Tutti le vogliono bene, ammirano i suoi lavori e apprezzano la sua generosità; si, perché Mezzopunto spesso regala alla gente del suo paese le sue opere. Tutte le ragazze del villaggio e del circondario vanno da lei per imparare a ricamare, ma nessuna può arrivare alla sua perfezione. La Signorina Mezzopunto riesce a far vivere i soggetti delle sue creazioni. Lei ha un segreto: esegue un piccolo rituale ed ecco che i suoi ricami prendono vita.

Ma il cattivo di turno, il crudele Imperatore, si inserisce nella pace della sua vita: al cattivo tiranno, Mezzopunto appare un’appetibile preda e la rapisce, lei si difenderà con il suo ago e le sue magie e… sarà una sua creazione a salvarla. Lo spettacolo si arricchisce di momenti esilaranti con animali e personaggi grotteschi, e con la presenza degli attori in scena che ancora una volta accenneranno ai temi della seduzione, della violenza e della magia.

La creatività, l’armonia e la bellezza del fare tutto al femminile si scontrano con la violenza e l’arroganza di chi vuole delimitare e circoscrivere tali cose all’interno di un possesso esclusivo. La proposta di barattare la propria libertà, conseguenza di un modo di pensare retrogrado ed egoista è vissuto con fastidio e rifiuto, è invece la creatività viene vista come la via di fuga da una condizione di chiusura.

Il lieto fine non manca e il racconto termina   con un grande drago che si libera in cielo e ondeggiando si muove nello spazio teatrale: scena,platea

QUEENCUBO - A cappella Queen medley

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