puntino stasiSi è svolta il 14 Settembre 2019 presso la splendida cornice del castello D'Aiala Valva di Carosino, la presentazione del libro di Antonio Stasi, scrittore e poeta carosinese;l'autore ha autoprodotto il suo libro, “L'uomo e il nulla”, cercando in questo modo di mantenere integra la sua libertà di pensiero, senza filtri con pensieri, opere, omissioni di case editrici e di editori. Certamente questa è sempre un'arma a doppio taglio dato che l'opera prodotta da un editore ti pone di fronte a uno staff che valuta, ti mette di fronte a punti di forza, di debolezza del tuo lavoro, ti invoglia a rivedere alcune parti.

Forse questo lavoro di limatura è mancato nell'autore, permettendo però che il suo monologo interiore sgorgasse come lava vulcanica e si consolidasse senza se e senza ma nelle sue pagine. Per questo a volte appare di difficile comprensione, perchè l'autore non ha usato filtri, ha utilizzato il periodo lungo e non conciso, a volte una punteggiatura scarna. E il pensiero filosofico ha condensato il suo pensiero in libertà.

Cita i filosofi il nostro autore. Cita Socrate, colui che attraverso le domande, il dialogo serrato faceva partorire, si partoriva la conoscenza di se stessi. E anche Stasi usa il dialogo, attraverso due personaggi, e da questo nascono spunti e idee per interpretare in modo nuovo il mondo, o al limite per conoscerlo e riconoscerlo. Il volume raccoglie una serie di spunti e riflessioni sulla percezione umana e sui problemi che essa presenta in un piano ben più ampio, quello universale, quello che vede il dolore e la gioia da un punto di vista allargato, che va oltre il sentire del singolo.

Come al solito ho volutamente letto di sera il manoscritto dell'autore, e Salvatore Conte amico di vecchia data, col quale condivido il mio amore per la Musica e per l'Arte, mi chiedeva in questi giorni: “beh, come ti sembra questo libro?

“Ehi,un attimo, un attimo datemi il tempo di leggerlo. Dovevo infatti telazionare su “L'uomo e il nulla”.

Il libro non si presenta di facile lettura dato il fluire vorticoso dell'io dell'autore, che vuole dire tantissime cose in poco tempo e in poche pagine. Ma si sa, lo sanno i miei amici, la sera concilia i pensieri, leggi una frase e la arricchisci con le esperienze dell'anima, mettendoci qualcosa di tuo. E cerchi di entrare empaticamente nel pensiero dell'autore.

In L'uomo e il nulla” c'è il paese ma anche lo spazio esterno, il pensiero altro, il confronto, non c'è solo la funtana, quella che tutti conoscono e che rappresenta la centralità e il pensiero del paese, ma c'è anche l'amico Adamo e Lew , due che si fanno domande e che si rispondono a rimbalzo come una pallina da tennis, il pensiero di due amici che si incontrano in una qualsiasi piazza che può essere o che che si unisce a quella catalana, andalusa, americana, araba, cinese, australiana; un pensiero sui sentimenti dell'uomo e sulle emozioni che si confonde e si fonde con una miriade di persone e di culture mediterranee e non.

Antonio associa il metodo del dialogo a quello che veniva usato nel Rinascimento per cercare di rispondere alle cose non più in maniera teologica ma razionale, così continua a raccontare nelle sue storie, anche quando il pensiero si fa confuso e lo stesso autore è alla ricerca della risposta.

Come se nell'atto di scrivere la risposta non la conoscesse ancora. Come se con il lanternino la cercasse con il lettore mentre scrive. E le immagini, i pensieri si riferiscono a terre desertiche, da clima africano o a terre ghiacciate da circolo polare. Non fa differenza. Al centro non è la latitudine o la longitudine ma l'uomo e il suo pensiero. L'amore e la sua forza. La mancanza di una persona e la sua presenza nonostante tutto.

Lo stereotipo dello scrittore che danza con le parole e se ne compiace, lo vedo in questo scritto. Ma anche lo scrittore che si ferma con la penna perchè un ricordo di stelle ormai lontane non smettono di bruciare sulla sua pelle.

Lo scrittore si guarda e si piace, si compiace di ciò che scrive, e in questo modo sta compiacendo chi guarda e chi legge, per lui non cambia. Se altri uomini lo osservano, lo guardano, lo leggono in senso ironico, sprezzante, per lui non cambia nulla. La sua stella è lì, sempre vicino a lui. A lui basta.

Lui ha già raggiunto il suo divertimento e la sua soddisfazione, scrivendo, e lo fa con un fiume di parole, come direbbero i Jalisse, e in questo modo diventa molto coinvolgente, a volte sanguigno, trascinando tutti gli altri nel suo fiume in piena. Nei fumi delle passioni. Lo ascoltiamo attraverso le letture del “L'uomo e il nulla” suo “fiume di parole” con i suoi amici che declamano le sue poesie. E l'applauso parte spedito da parte del pubblico. Le emozioni pagano sempre. Buon viaggio nelle lettura, mentre dal balcone della mia casa (che ha sempre una rosa) si sentono le note della banda per la festa del santo patrono che passa mentre io scrivevo questa recensione per un amico e per tutti voi.

Lucio Dalla - L'anno che verrà

Archivio video
droghe e giovani web721305b5 d09b 49d4 888b 462f8f48cff29f0a34cc 001e 472f a400 23ea4e195ae1
regala salute