copertina libroSiamo certi di non vivere sotto una costante ipnosi sociale? Mi rivolgo in primis a coloro che hanno sempre lottato per dimostrare, prima di credere in qualcosa. Lavoriamo per produrre oggetti di una inutilità disarmante, in cambio riceviamo carta con cui acquistarne degli altri.

La sera ci sorprende sfiniti, depressi a tal punto da non avere nessuna voglia di ascoltare le frequenze del nostro cuore. Le ore libere diminuiscono sempre più, le racimoliamo a denti stretti, rare come acqua nel deserto. Palestra, smartphone, pizzeria, TV, discoteca, videogame, calcio, cinema. Ci impongono che film guardare, che musica ascoltare e quali dei loro politici votare.

Non voglio comprendere la realtà, vorrei solo sapere cosa di ciò che mi circonda è falso. La verità spesso non è dimostrabile, la menzogna sì.

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