rosesE' un libro che ho trovato presso lo scaffale Ipercoop di Taranto, nell'angolo Seminarlibri e l'ho portato a casa in maniera gratuita, senza neanche firmare per la presa consegna. Un totale gesto di fiducia da parte dell'azienda. Sono infatti letture da condividere, e sul libro c'è scritto: “Dopo avermi  letto, riportami dove mi hai trovato così qualcuno potrà fare lo stesso. After reading me, take me back to the place where you found me so someone elese can do the same”.

Io l'ho preso e l'ho letto. Bello, affascinante come il film.

E' il romanzo di Warren Adler, dal quale è stato tratto l'omonimo film del 1989, diretto da Danny de Vito che rappresentava anche l'avvocato dei coniugi nella pellicola di riferimento.

È la classica storia d'amore di due ventenni, innamorati della vita e degli oggetti di antiquariato. Si ritrovano in una delle tante battute d'asta e dopo qualche scambio di pensiero e di idee  si ritrovano ad amarsi, baciarsi, fare progetti di vita. Si sposano anche se lui ha ancora due anni di giurisprudenza da frequentare e lei altrettanti per raggiungere il diploma di arte. Due giovanissimi che in una mattina di giugno decidono di coronare il loro amore con il cemento del “sì”.

Gli anni si susseguono come panni stesi al sole, uno dietro l'altro. Barbara e Jonathan hanno due splendidi bambini, arredano la casa stile coloniale con rarissimi pezzi di arte, e un candelabro gigante in cristallo nella sala di ingresso.

Poi un imprevisto: Jonathan in una delle tante giornate in studio, dato che è diventato avvocato affermato a New York, ha un malore. Viene portato in ospedale. Barbara, la sua amata Barbara non va ala capezzale. Come è potuto succedere? Torna solo a casa con un taxi. “Non capisco perché tu non sia venuta” dice con un groppo alla gola. E il responso di lei è glaciale: “non ti amo più”. Sentiva Barbara di aver scaldato il fuoco domestico, favorito la carriera del marito, ma a lei stessa non aveva pensato nessuno. “salva te stessa, l'ammoniva una voce interiore”.

Lei pensa che il marito se ne andasse da subito di casa, ma non sarà così. Entrambi rimarranno arroccati alla loro confort-zone, come delle lucertole attaccate alla parete. Niente e nessuno li avrebbe smossi, allontanati da lì, da una casa che era stata costruita con gusto, arte, pezzo per pezzo.

Lei allora sceglie uno dei migliori avvocati di New York, per far andare via il marito. L'avvocato Thurmont, lui invece un avvocato ebreo che recita il Talmud mentre spiega cosa fare per la separazione; un uomo conosciuto per la sua capacità di spillare soldi a clienti e imputati. Veramente questa attitudine l'avevano entrambi i legali, ed è per questo che i Roses si faranno guerra senza esclusione di colpi. I loro legali giocavano senza esclusione di colpi. E invece, se la difesa è legittima, mai fare il lavoro sporco con l'avversario. La guerra non potrebbe finire mai. O finire in modo tragico. Gli avvocati a volte sanno rovinare tutto. Nonostante la difesa sia legittima, bisogna sempre farlo con lealtà, senza mai approfittare della situazione dei coniugi e metterli l'uno contro l'altro. Barbara aveva da mostrare se stessa attraverso quella casa, non aveva completato gli studi per stare dietro alla carriera del marito e per allevare i figli. Jonathan voleva portarle via anche quella. Non ne voglio una parte, dice Barbara, voglio tutto.

Ma anche Jonathan voleva la stessa cosa. Restava in casa e si manteneva calmo: non voleva dare alcun elemento per subire una querela dalla moglie. Ma era un incubo mangiare solo, senza la sua Barbara, quella vita gli dava la nausea; non poteva sparire così una famiglia, non se ne faceva una ragione. Il suo essere gonfio di istruzione, di saggezza che lo aveva fatto sentire un gigante, ora gli sembrava inutile. E vedeva lei invece lucida e tranquilla. Un dolore che trapassava le ossa, vederla così convinta di proteggere se stessa, eliminandolo dalla sua vita.

Cominciano a spiarsi in casa, a farsi dispetti sempre più gravi, fino a mettere a repentaglio la loro stessa vita. Relitti in una casa. Lui poi aveva bisogno di una donna, una qualunque donna e si era rifugiato tra le braccia della governante, felice di averla vista fremere tra le sue braccia. Tutti gli antichi valori erano andati a farsi fottere. Cominciavano a perdere il controllo, lui e Barbara. Ma le emozioni senza controllo sono una sconfitta certa. Jonathan si era sempre compiaciuto della sua razionalità, la considerava superiore a quella di Barbara. Ma le donne fingono di essere oche giulive. Ora era Barbara a tenere il gioco, e si divertiva pure. Era così timida..ora si sentiva invulnerabile. Canzoni, eterno amore, bugie romantiche, tutto da buttare. Di contro Jonathan pensava che la dolce Barbara che aveva amato era solo frutto della sua immaginazione, una donna perfida. In venti anni aveva creduto in un miraggio. Era stato il suo cervello a renderla bella e affascinante. E ora? “Una stronzetta che mi tiene scacco”. A quel pensiero aveva provato repulsione. E glielo voleva gridare in faccia, le chiede di vederla. Si incontrano sotto il candelabro di cristallo e... non vi racconto altro.

Cristian Nevola - Sfumature

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