img 20190317 104654È un libro di impegno civile sui 17 Obiettivi che l'ONU ha fissato, con 193 Paesi membri, nell'Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, per le persone, il pianeta e per la prosperità.

La Raffaello Ragazzi ha coinvolto altrettanti scrittori, ognuno dei quali ha elaborato un racconto tematico. Così Roberto Morgese ha affrontato il tema della povertà con un racconto ambientato in India; il tema della fame è trattato da Enza Emira Festa; Fabrizio Altieri, invece, ha creato una mamma coraggio che lotta per la dislessia del figlio; Rosa Tiziana Bruno concepisce un treno fantastico che attraversa i continenti, vi salgono bambini di diversa nazionalità e frequentano la scuola, perché l'istruzione è strumentale per incontrarsi e raccontarsi; Emanuela Da Ros affronta la parità di genere senza strillare: una bambina diviene coach di una squadra di calcio, contro i pregiudizi; Alberto Melis con un commovente medaglione in forma epistolare (tra un ragazzo italiano ed uno etiope) rappresenta le scene drammatiche di fame, sete e malattie che consumano i bambini africani; Marco Tomatis e Loredana Frescura escogitano un originale compito in classe per fare il punto sulla crescita economica, decolonizzazione, lavoro nero, sul guadagno facile degli spacciatori, con la giovane protagonista che sciorina casi reali di una città industriale (Torino?!); Vichi De Marchi parla delle imprese e delle infrastrutture proponendo la storia di un contadino che perde una parte del raccolto per l'assenza di strade e le difficoltà di raggiungere il mercato; Chiara Valentina Segrè affronta il tema delle disuguaglianze con una storia di speranze, di fame e di tragedie in mare; il tema della comunità sostenibile è affrontato da Isabella Salmoirago con una bella favola di uccelli migratori che trovano nel gruppo la forza di affrontare migliaia di chilometri; il tema dei consumi e della produzione responsabile lo tratta Giuliana Facchini che mostra la necessità di evitare lo spreco, specialmente quello alimentare perché schiaffo sia per chi il cibo non ce l'ha e sia per la stessa terra generosa; Stefano Bordiglione affronta il cambiamento climatico attraverso gli occhi di una bambina che spiega come sia fondamentale produrre energia pulita per salvare il mondo; Fulvia Degl'Innocenti, invece, ambienta il suo racconto in Thailandia: dei ragazzi scoprono tartarughe e balene morte per aver inghiottito plastica, sicchè diventano ambientalisti, impegnandosi, nel loro piccolo, a ripulire fiumi e spiagge, evitando che altre tartarughine periscano; Mara Dompè guarda alla terra come culla delle piante; Ermanno Detti si interessa della giustizia e delle istituzioni solidali con un racconto scoppiettante, in cui una monella si introduce in una trasmissione TV e interroga il Primo Ministro, le cui domande creano nel politico una crisi di coscienza tanto da essere spinto a risolvere i problemi delle liste di attesa negli ospedali, quelli delle periferie e degli alloggi: come a dire i ragazzi inteneriscono i cuore dei più duri; Sabrina Rondinelli scrive un racconto formidabile, di un muro che divide gente dello stesso popolo, creando dei nemici, quando invece non lo sono; infatti, alcuni ragazzi comunicano nonostante il divieto con messaggi scritti lasciati in una fessura della muraglia. Una vedetta armata però uccide il ragazzo che ha in mano una lettera di amicizia che non sarà mai letta: l'ottusità umana crea tragedie!

Ora, i segni di una civiltà ristanno nella capacità di mettere a fuoco i problemi e tentare di risolverli. Su questa linea si è mossa la Comunità internazionale, e non è poco; naturalmente è comune la convinzione che bisogna cambiare rotta nel modo di abitare la terra, si rende necessario una rivoluzione culturale, un nuovo habitus mentale, per cui l'Educazione e la Letteratura giovanile possano giocare un ruolo non secondario.

Su questa linea si è mossa la Raffaello Ragazzi che ha proposto un'antologia di racconti pedagogico-valoriale, centrando con ogni storia un tema scottante dalla cui soluzione dipenderà il futuro del genere umano. La scelta narrativa poggia sull'idea che i valori trasmessi in modo indiretto abbiano molta più forza di quelli che vengono presentati sul piano razionale.

Una bella crestomazia, dunque, che non ha la pretesa di affrontare dettagliatamente le problematiche ma di seminare sensibilità, utopia e speranze. E come ha già scritto Dewey la letteratura è l'unica che crea le coscienze, che agisce nel profondo, che stimola l'identificazione dei giovanissimi con i protagonisti della narrazione. E i racconti di questo libro offrono non pochi modelli di identificazione, emulando i quali si potrebbe creare certamente un mondo più vivibile nel prossimo futuro.

Cristian Nevola - Sfumature

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