img 20190309 080309Metti una bambina di otto anni già volta all'I care, una mamma che si oppone al matrimonio della sua mamma, infine una nonna che convintamente vuol sposarsi, esce un romanzo esilarante, scoppiettante, umoristico e di costume.

Il motore della storia è Federica, che anziché perdersi nel mondo fantastico dei suoi giochi, origlia gli adulti, registra le ingiustizie e pensa a come opporsi. Vi è dentro a questa formidabile protagonista il vitalismo di Giamburrasca e qualche carattere dei personaggi della Vivarelli (Venerdì di "Preferirei chiamarmi Mario").

La storia è tutta una gag: Federica nota l'isteria della madre di fronte alla notizia del matrimonio inatteso; escogita un piano, invece, per favorirlo: dona al futuro sposo il suo denaro visto che la sua mamma l'aveva descritto come un "povero" chimico.

Detti mostra di conoscere fino in fondo i meccanismi mentali dei bambini, sicchè tutta la narrazione: fatti, congetture, situazioni, si svolgono attraverso il cono ristretto dell'angolo visuale della protagonista.

Una narrazione giocata sull'ironia tagliente; l'occhio investigante pur essendo quello di una fanciulla, manifesta la psicologia degli adulti: molto efficace è il quadro della madre che ai cambiamenti reagisce con irritazione e incomunicabilità, per poi calmarsi quando si abitua alla novità.

Ci sono tanti messaggi subliminali di costume che rendono il libro semanticamente consistente; una bella satira del mondo adulto, spesso legato all'apparire e alle convenzioni, smascherato dai bambini che con innocenza sanno dire che "il re è nudo". Probabilmente l'autore considera i piccoli come gli unici salvatori in un mondo egoista e alla deriva!

Un libro scritto con uno stile inappuntabile: rapido, essenziale, breve, lessico quasi colloquiale, che sicuramente piacerà ai giovani lettori, e non solo.

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