copertina alpiIl libro, illustrato da Roberta Santi, è una originale biografia della giornalista RAI uccisa per le sue inchieste scottanti; Degl'Innocenti crea una cornice avvincente: un giornalino scolastico, una redazione di alunni guidati dal docente, una studentessa, Claudia, animata da uno spirito critico sorprendente e da un forte senso di giustizia; proprio quest'ultima propone di svecchiare il giornalino con inchieste su fatti reali; il docente, allora, la invita a svolgere una scheda sulla giornalista assassinata in Somalia.

Claudia inizia la ricerca sulla Alpi e giunge alle sue inchieste in Somalia mentre imperversavano guerre tribali e malaffare: Nel Corno d'Africa poverissimo si acquistavano armi italiane e si stoccavano rifiuti tossici. Ilaria era pronta a denunciare i grossi traffici internazionali, solo che prima di andare in onda col Tg3 delle ore 19, è uccisa in una imboscata e i suoi documenti scompaiono.

L'articolo di Claudia ha una formidabile eco, tanto da spingere i giovani redattori ad utilizzare il mezzo di informazione come di pungolo, come denuncia e proposta.

Degl'Innocenti inserisce come extratesto: una cronologia della vita di Ilaria; una intervista a Luciano Scalettari che ha continuato le indagini sui misteri che avvolgono ancora l'omicidio; una scheda storica sulla Somalia; un glossario delle sigle e delle parole utilizzate nel testo.

Sui tanti, elenchiamo almeno due pregi del libro. Il primo. L'autrice tributa evidentemente un riconoscimento ad Ilaria Alpi che si è immolata per narrare la verità:  consapevole di aver scoperchiato il vaso di pandora dell'illecito, non si è fermata quando poteva; per queste ragioni la Alpi è paradigma di giornalismo ed esempio umano di chi di fronte alle devianze non volge lo sguardo. Secondo. Sotterraneamente l'idea del giornalino scolastico è una bella trovata ed anche un assist alla scuola affinchè promuova attività laboratoriali di giornalismo, per educare i ragazzi allo spirito critico, al principio di realtà e alla vigilanza, fondamentale per una generazione di "corazzieri" della democrazia.

Un bel libro per i soggetti in formazione che permette di far conoscere una donna che «non può essere dimenticata» in quanto esempio di eticità.

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