img 20181204 143200Il protagonista ricorda dopo cinquant'anni l'allunaggio; e con spruzzi di memoria, con richiami alla cronaca, a frasi degli astronauti divenute leggendarie, con qualche istantanea di vita familiare, gli autori tracciano delle pennellate che sono al contempo segni di una civiltà impastati a vicende individuali indimenticabili.

I due esperti autori con essenzialità stilistica tracciano quelle proiezioni infantili capaci di disegnare il mondo con la forza dell'immaginazione. Nella fattispecie, i piccoli protagonisti, invischiati nei fatti di cronaca e nell'ebbrezza collettiva originata dai programmi in collegamento con la NASA, hanno la forza di raffigurarsi il vuoto, l'alimentazione omogeneizzata, il viaggio spaziale, cioè cose astratte tradotte dai fanciulli in giochi di realtà. Gli autori, poi, seminano con sapienza nel racconto tracce di vissuti umani da cui evincere un modello di società (delicatissimo è il passaggio sulla separazione dei genitori di Walter; altrettanto sottile è la manifestazione del malessere del ragazzo quando trova la forza di scappare dalla colonia estiva).

Un libro sognante, dalla storia semplice, che ha come fil rouge la coincidenza della conquista della luna e della nascita della sorellina del narratore, chiamata Luna quasi metafora della nuova era fatta di istruzione, sogni, parità di genere (Luna diventa ingegnere spaziale!), di progresso tout court.

Ma è anche un libro nostalgico perché ci mette davanti un mondo, quello di fine millennio, capace di cullare e inseguire i sogni, una società che non conosceva ancora l'anomia che invece sarebbe dilagata all'alba del terzo millennio.

Scuola del Teatro Musicale – Tribute to Bohemian Rhapsody

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