copertina nojpegDall’opposizione ideologica alle infrastrutture al sistema della formazione bloccato, dalle disfunzioni della Pubblica Amministrazione alla giustizia troppo lenta, fino al caso emblematico dei vaccini, si pagano ancora troppi dazi in Italia all’inerzia e a un’industria che parla sempre di più la lingua straniera.

Tutte le volte che l’Italia dice «No», il conto che i cittadini pagano, quindi, è decisamente salato. Soprattutto in termini di mancate opportunità. 

E la Puglia non è immune dalla sindrome di Nimby, come dimostrano le recenti opposizioni alla realizzazione del Tap in Salento e la lunga diatriba tra Governo, Regione e Comune sulla riqualificazione dell’Ilva a Taranto.  

Per questa ragione è stata promossa alla libreria Feltrinelli Lecce una tavola rotonda per presentare il libro “I No che fanno la decrescita”, scritto per Guerini dal giornalista economico de Il Foglio Alberto Brambilla e dal docente universitario e opinionista economico Stefano Cianciotta. L’evento si svolgerà giovedì 24 maggio, alle ore 18.30.

Insieme con gli autori saranno chiamati a fare il punto sulle strategie, le azioni e gli strumenti da mettere in campo per trovare soluzioni che consentano al Paese di tornare a crescere, il presidente di Confindustria Lecce Giancarlo Negro e Oronzo Trio, professore aggregato di Marketing del Territorio dell’Università del Salento.   

 “In Italia, affermano Brambilla e Cianciotta, “si sta consolidando sempre di più la tendenza a dire no, una tendenza che condiziona fortemente i politici, affannati a inseguire gli istantanei umori e i timori delle masse. La conseguenza è che le istituzioni prendono o annunciano decisioni tattiche di breve termine per capitalizzare consenso, invece di indicare un indirizzo strategico di lungo periodo”.

Cristian Nevola - Sfumature

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