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locandina rossellina e nicolò 1“Rossellina e Nicolò, una storia d’amore galatinese”, è il romanzo storico di Luigi Stomaci che il professore Giancarlo Vallone presenterà oggi mercoledì 1° dicembre, alle ore 18:00, nell’incontro programmato dall’Università Popolare “Aldo Vallone”: introdurrà i lavori la presidente prof.ssa Beatrice Stasi. Il Maestro Michele Bovino leggerà alcuni brani dell’opera con anche un suo accompagnamento musicale.

Il romanzo è ambientato nel Ducato di San Pietro in Galatina e Soleto quando nel 1569 si insedia una nuova famiglia feudale, quella dei Sanseverino principi di Bisignano. Il Ducato presenta pochi problemi di governabilità, ma la presenza di due comunità laboriose con un proliferare di arti e professioni liberali, l’influenza di nobili e notabili di grande rilievo, spaventano il giovane principe Nicolò Bernardino Sanseverino giunto nel suo territorio con la bellissima Isabella Della Rovere e la sorella di lei Rossellina.

Nonostante l’accoglienza dei san pietrini e dei soletani sia calorosa e sfarzosa, l’animo del Duca è turbato dalla storia d’amore che sboccia all’improvviso tra la cognata Rossellina e il giovane vice comandante della guardia Nicolò.

Come leggiamo nella quarta di copertina il motore propulsore di tutta la storia è “l’Amore che guida tutte le azioni della nostra vita e le determina dalla nascita alla morte. …. Ma soprattutto è amore, forte e travolgente, quello totale tra un uomo e una donna, che impegna il corpo e l’animo in un donarsi senza riserve.”

Lo stesso autore riferisce come abbia deciso di scrivere questo libro “per parlare unicamente della forza che ha l'amore nel dirigere e influenzare le nostre azioni. Il dono dell'amore non è altro che il dono del nostro tempo ad un altro da noi. E poiché noi siamo fatti di tempo è come se amando una persona gli donassimo la nostra vita o parte di essa. Il primo grande dono dell'amore è il tempo che ci donano i nostri genitori. Ma amore e dono del tempo è anche quello che gli amici si donano reciprocamente. L'amore più completo, tuttavia, è soprattutto quello che ognuno di noi dona alla persona che ama, con la quale ha scelto di vivere tutta la sua vita o una lunga parte di essa. Nella formula del matrimonio si dice finché la morte non vi separi. Ma veramente la morte può separare due persone che si amano? O l'amore può vincere anche la morte?”

Un’altra motivazione che ha spinto il nostro associato Luigi Stomaci a cimentarsi in questa ed altre sue esperienze narrative, pubblicate o in fieri, “è l’amore per la nostra città, il desiderio di conoscerla e farla conoscere anche attraverso la sua gloriosa storia in un’età in cui era una realtà tra le più illustri del nostro territorio. Da Antonio De Ferrariis, detto il Galateo, fu, infatti, chiamata l’Ombelico del Salento, non solo per la sua centrale posizione geografica, ma anche perché dal 1380 in poi la sua comunità composta da uomini illustri e laboriosi ha saputo essere centro politico, religioso, economico e culturale della Terra d’Otranto”.

Il suo romanzo può essere pertanto un aiuto a rivivere un momento esaltante della nostra storia cittadina ed anche un monito a risvegliare nelle nostre coscienze il desiderio di impegnarci a far riprendere alla nostra città quel ruolo centrale che negli ultimi tempi è andato sfumando.