antonio maglioLa rivista on line www.ilGrandeSalento.it pubblicherà a puntate alcuni dei più famosi inserti curati dal giornalista Antonio Maglio e pubblicati, tra gli anni Ottanta e Novanta, dal “Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto”. L’iniziativa vuole essere un omaggio al suo autore, che, proprio per quegli inserti, si è caratterizzato come il “padre spirituale” della cultura unitaria del Grande Salento.
Da “Babbarabà” a “Pani, pesci e briganti”, da “Maleparole” a i “Santi”, da “Racconti sotto la luna” a “Gli stemmi raccontano”, da “Ieri” alle “Notti di luna piena” ecc., gli inserti curati da Maglio rappresentano la più completa e organica ricerca storico-antropologica del sentire popolare di questo territorio. Per la sua opera divulgativa, va riconosciuto a Maglio il merito di aver fatto germogliare nei salentini il sentimento che la storia e le tradizioni di questa terra non devono restare isolate nei confini amministrativi, ma sono patrimonio di tutti, brindisini, leccesi e tarantini. Per la prima volta, infatti, dopo lo smembramento di Terra d’Otranto, gli inserti di Maglio hanno culturalmente ridato una percezione unitaria nell’opinione pubblica jonico-salentina, superando lo schema mentale della suddivisione provinciale. La sua intuizione è stata semplice ma, nello stesso tempo, rivoluzionaria: raccontare i Comuni delle tre province elencandoli in ordine alfabetico, mischiandoli tra di loro come facenti parte di un unico, grande territorio. Con il suo lavoro, Maglio ha posto una pietra miliare nel processo unitario della penisola salentina, un patrimonio che non bisogna disperdere o dimenticare, ma che con la ripubblicazione si intende recuperare e riproporre ai salentini tutti. La pubblicazione avrà inizio nei prossimi giorni con “Babbarabà”, l’inserto forse più popolare per aver raccontato i soprannomi, gli epiteti e le ingiurie dei vari comuni di Brindisi, Lecce e Taranto.

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