museo tarantismoGentile Direttore, Carissimo amico Tommaso, nel mettere in ordine il mio archivio mi è comparsa dinanzi una mia vecchia nota che ti avevo inviato nel lontano 2009, e che tu gentilmente pubblicasti. Il titolo di quella nota era “San Paolo … tra passato, presente e futuro”. Accadeva in un periodo in cui erano stati finalmente avviati i lavori di recupero della cappella dedicata al santo “guaritore”. Nel rileggerla mi sono reso conto di aver compiuto un imperdonabile peccato di omissione. Nel mio scritto non citavo in alcun modo il Museo del Tarantismo. Unluogo chiave, o che tale dovrebbe essere, della narrazione di quei lontani anni, ancora ben fermi nella memoria di molti galatinesi, e che rivivono oggi fortunatamente solo per l’aspetto musicale.

Dal 2009 molte cose sono cambiate, soprattutto in questi ultimi anni. Il ricordo del tarantismo e le sue forme di rievocazione, non solo nella loro valenza culturale ma anche come attrazione turistica, hanno arricchito i giorni di festa suscitando un grandissimo interesse, che va ben oltre i confini comunali. Per questo un plauso va indubbiamente all’Assessorato competente, alle associazioni e ai cittadini che si sono fatti carico di queste meritevoli iniziative. 

Ma, come nel mio scritto del 2009, ancora oggi ho la “sensazione” che manchi un’importante tessera per rendere il puzzle completo: il Museo del Tarantismo.

Ho letto con molto piacere la bella locandina delle iniziative che anche quest’anno il Club Unesco di Galatina ha deciso di organizzare, con l’importante supporto dell’Assessorato al Turismo e alle Attività Produttive, per le giornate di festa dei nostri patroni. Un programma sempre più ricco e interessante, del quale voi siete anche media partner.

Caro Tommaso quanto sto per scrivere, ovviamente, non si riferisce all’iniziativa del Club. Come sai ho sempre massimo rispetto verso tutte le iniziative condotte da associazioni e privati, e non è mia abitudine discutere i loro programmi.

Quindi, in un ragionamento diverso e di livello più alto, quello che temo è che il museo possa rimanere ai margini dei prossimi giorni di festa, anziché esserne uno dei pilastri.  Tra l’altro ho notato che la struttura è chiusa e la tabella degli orari di apertura posta all’esterno è stata rimossa. Spero che ciò sia frutto solo di qualche “impedimento” temporaneo.

Manca ancora qualche giorno all’inizio dei festeggiamenti, per cui spero che il tema museo e la sua apertura possa essere affrontato con l’attenzione che merita dagli organi preposti. Spero anche che il Club, composto da persone molto attente e sensibili, trovi il modo di connetterlo con le sue iniziative. Uno sforzo che sarebbesicuramente apprezzato.

Ora, se mi permetti, vorrei esprimere due ulteriori considerazioni. 

La prima è sempre legata alla festa e ai luoghi galatinesi del tarantismo. Quello che un giorno mi piacerebbe vedere è la creazione di un ponte di arte e tradizione tra la cappella dedicata al santo e il museo. Un semi-anello di esposizioni artistiche e di bancarelle con prodotti della nostra tradizione che, attraversando quella porzione di piazza, connetta questi due luoghi. Valorizzando anche l’accesso al museo, ora solitamente “nascosto” da bancarelle varie ed eventuali.

La seconda è più una visione di come il piano dei luoghi del tarantismo e, in particolare, il museo possa interconnettersi con altri piani di vita cittadina e, in particolare, quello commerciale. Come abbiamo avuto modo di parlare in diverse occasioni, il centro storico di Galatina rappresenta un’indiscutibile calamita attrattiva. Al tempo stesso, i luoghi del commercio si trovano in particolare al di fuori delle antiche mura. Il museo può rappresentare un anello di congiunzione importante tra questi due diversi “piani”. Un’adeguata valorizzazione di quella struttura porterebbe i turisti ad affacciarsi in maggior numero su Corso Porta Luce e all’imbocco di Corso Principe di Piemonte.

Termino, altrimenti come mi disse tempo fa un mio caro amico, se scrivo troppo non “mi faccio leggere”.

Ho voluto riproporre, come allora, lo stesso titolo per questa nota affinché ci ricordiamo che se per il recente passato e il presente molto e anche di valore è stato fatto, per il futuro vi sono ancora temi da dover affrontare. Con il concorso di tutti. E con questa mia spero di aver fornito qualche spunto utile.

Ti auguro un buon inizio estate e, spero, ti poterti incontrare lunedì 29 mattina nei locali del museo a guardare quelle bellissime e al tempo stesso tremende foto che appartengono alla nostra storia.

Carissimo Massimo, purtroppo devo darti una brutta notizia, anche se di questi tempi siamo abituati. Dalle notizie che noi abbiamo, proprio su questo tema sta lavorando una nostra collaboratrice, il Museo sul Tarantismo è stato chiuso. Non abbiamo ancora contezza sulle motivazioni, di certo mi sento di dire che mai le varie Amministrazioni galatinesi hanno avuto realmente cura di quel luogo importante per la nostra cultura. Gli amici che sino a poco tempo fa tenevano aperto il museo si sono dovuti arrendere all'ignavia amministrativa. Caro Massimo ormai sono sempre più convinto che questa nostra "triste" cittadina vive soltanto di flash dovuti a iniziative sporadiche di qualche associazione impegnata. La cultura della programmazione o dell'elevazione a valore delle proprie risorse non è "pane per i denti" di questa classe politica generale. Buona estate anche a te e a tutti i nostri lettori. T. M. 

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