tagli ai patronatiLa straordinaria mobilitazione condotta unitariamente  in questi due mesi da Acli, Inas, Inca e Ital contro la drastica riduzione delle risorse al Fondo  Patronati, contenuti nel disegno di legge di Stabilità, ha trovato un riscontro positivo nell'approvazione unanime dell'emendamento da parte della Commissione Bilancio del Senato che riduce i tagli a 35 milioni di euro. Premia innanzi tutto il milione dei cittadini e delle cittadine che, firmando la petizione unitaria promossa dai quattro patronati, hanno voluto difendere il diritto alla tutela previdenziale e socio-assistenziale gratuita, sottolineando il prezioso valore sociale di questi istituti. Questo risultato è stato possibile anche grazie all'impegno e alla sensibilità dei tanti deputati, che alla Camera avevano già provveduto al dimezzamento dei tagli, e dei senatori, a cominciare dal presidente, Pietro Grasso, che si è fatto portavoce delle preoccupazioni espresse da Acli, Inas, Inca e ltal in un recente incontro.La loro voce è stata più forte di quanti avrebbero  voluto mettere, invece, una pietra tombale sulla possibilità di continuare ad usufruire dei servizi offerti dalla rete dei patronati, unico presidio di welfare sopravvissuto in questi lunghi anni di crisi economica e occupazionale.Pur riservandosi di formulare un'analisi più dettagliata a quando sarà definitivamente concluso l'iter di approvazione della legge di Stabilità, Acli, Inas, Inca e Ital sottolineano che l'emendamento del Senato rappresenta un risultato che consentirà di continuare un confronto serio con il ministero del Lavoro per dare criteri di valutazione sull'operato di tutti patronati, evitando di mortificare coloro che, in oltre 70 anni di storia, con competenza e professionalità aiutano soprattutto la pubblica amministrazione ad avere relazioni più vicine ai bisogni dei cittadini, incoraggiando un rapporto di fiducia verso le istituzioni.Centro patronati Acli, Inas, Inca e Ital

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