millennialsVado o non vado? Invio il cv o non sono all’altezza di questo posto di lavoro? Gli chiedo di uscire o sarà un due di picche? Il tormento continuo, dalle situazioni più semplici alle più complesse, può trasformarsi in un vero e proprio limite quotidiano.

Gli esperti di Guidapsicologi.it hanno deciso di affrontare la questione ansia, ponendo particolare attenzione sui millennials, analizzandone comportamenti e reazioni: i risultati sono molto interessanti, scopriamoli insieme.

Ansia: la sai gestire?

Alla domanda: sai gestire l’ansia? solo il 44% degli intervistati afferma di essere in grado, il che significa che oltre la metà si trova in difficoltà nel trattare i propri stati d’ansia.

Questo risultato conferma quanto sostenuto da vari studi riguardo ai giovani, che vedono la nuova generazione sempre più sottoposta a condizioni precarie e poco rassicuranti. L’incertezza sociale ha conseguenze importanti anche a livello personale sull’individuo. Imparare a gestire l’ansia, indipendentemente dalla causa scatenante, è fondamentale e tutti dovrebbero imparare a farlo.

Cosa succede se non dormiamo

L’assenza di sonno implica conseguenze dannose per il corpo e la mente. Tra queste, l’aumento degli stati d’ansia. Sembra riconoscerlo anche il 66% degli intervistati, che attribuisce proprio ai momenti di mancato riposo o di sonno di bassa qualità la crescita di stress e ansia.

Recuperare le energie è necessario per mantenere uno stato di tranquillità ed evitare che normali preoccupazioni possano trasformarsi in ansie difficili da controllare.

Evitare o affrontare

Solo il 30% quando vive una situazione che genera ansia, decide di riviverla per superare la propria paura ed evitare di cadere in pericolosi blocchi mentali. 7 su 10 preferiscono invece evitare ogni situazione che faccia alzare in modo allarmante i livelli di stress, proprio per rimanere tranquilli.

Questa maniera di agire può però rivelarsi controproducente perché aumenta i limiti che ci si autopone, invece di cercare di vincerli ed eliminarli. Molto spesso l’ansia è ingiustificata, assecondarla e lasciarle che prenda sempre più spazio è un errore da non commettere.

Parlare fa bene

Parlare delle proprie ansie, di ciò che si sente e delle proprie paure è la strada prescelta dalla grande  maggioranza dei giovani (65%), che piuttosto che chiudersi in sé stessi preferiscono tirare fuori le proprie paure e non chiudersi in esse. Rimane un dato comunque importante, formato dal 35% degli intervistati, che trova inutile parlare della propria ansia, perché nessuno capirebbe, e preferisce farlo esclusivamente con il proprio terapeuta.

Il dialogo e il confronto con gli altri sono molto utili, perché permettono di mettere in luce il problema tirandolo fuori. Solo riconoscendone l’esistenza e dandogli una forma si può affrontare un problema. Gli altri sono un bene prezioso, che ci consente di non sentirci soli con il nostro problema, e magari scoprire che è più comune di quanto ci immaginavamo.

 

L’ansia positiva esiste

Esiste un’ansia positiva, che ci spinge a fare sempre meglio, a riconoscere un pericolo e a non agire sempre e solo senza pensare. Si tratta di una risorsa importantissima, che infatti è riconosciuta dal 66% dei millennials come indispensabile.

L’ansia si può gestire. Ecco come:

-          Dormire. Il sonno è un elemento chiave per ridurre stati di ansia e stress. Avere ritmi di sonno regolari, non usare dispositivi digitali la sera, evitare cibi e bevande eccitanti.

-          Praticare yoga e training e tutti gli esercizi di respirazione. Imparare a concentrare l’attenzione sulla respirazione è una grandissima conquista per il proprio equilibrio.

-          Educare il pensiero. Il pensiero è plastico, può cambiare le proprie strutture. Cambiarle non è semplice, soprattutto se sono radicate da tempo, però è possibile. Provare per credere!

-          Ripetere esperienze negative per superarle ed evitare dei blocchi. Mai fermarsi davanti a un ostacolo, mai procrastinare, altrimenti con il tempo diventerà molto più grande di quello che è. Affrontarlo può essere difficile, ma sicuramente a lungo termine si rivelerà meno pericoloso che evitarlo. In alcuni casi un terapeuta può essere di grande aiuto.

-          Mangiare sano. Un’alimentazione corretta è la base per salvaguardare la propria salute psico-fisica. Il nostro organismo è una macchina, che per funzionare correttamente ha bisogno di assumere tutti i principi nutritivi in giusta quantità.

-          Fare sport. Correre, nuotare, sport di squadra: tutto ciò che genera endorfine è perfetto per eliminare l’ansia e fare spazio alla spensieratezza.

-          Farsi dei regali e fare ciò che si ama. La vita non deve essere una costrizione e una privazione continua. Farsi un regalo senza motivo, dedicare del tempo a un hobby che si ama indipendentemente dai risultati, passare del tempo con persone care, sono tutte azioni che fanno bene e apportano tranquillità interiore.

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