daniele manni«Sono un docente innamorato e appassionato del proprio ruolo (non riesco a chiamarlo lavoro) e ho deciso di scriverle perché oggi sono “qualcuno” e questo mio quarto d’ora di notorietà durerà appena un mese, fino a quando non diverrò un banale “ex” finalista e le mie parole avranno certo un peso diverso».
Comincia così la lettera aperta che l’insegnante leccese Daniele Manni ha indirizzato al premier Matteo Renzi e al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, chiedendo più considerazione per la professione di docente e più “ritmo” nella scuola. 
Manni insegna informatica dal 1990 presso l’Istituto “Galilei - Costa” di Lecce ed è tra i 50 finalisti del “Global Teacher Prize”, una specie di Premio Nobel per insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado di ogni Paese nel mondo, che nel prossimo marzo a Dubai verrà assegnato ad un insegnante eccezionale che abbia dato uno straordinario contributo alla professione.
«Oltre ad ascoltare e ad apprezzare i suoi nobili intenti – scrive Manni – mi piacerebbe che in questo nuovo anno vedessimo azioni concrete, agendo e creando risultati e non solo annunciando cambiamento e innovazione».
E di azioni concrete per riqualificare il ruolo dei docenti nella società italiana, Manni ne individua due. La prima riguarda la dignità del trattamento stipendiale «perché oggi dignitoso non lo è affatto. Se, pur essendo i peggio pagati e ricevendo poca o nulla stima dalla società civile, riceviamo lode e attenzione internazionale e la nostra opera quotidiana rende la scuola italiana una delle “istituzioni” più apprezzate dalla cittadinanza, chiedo a Lei e al governo che rappresenta, cosa potrebbe essere la Scuola italiana se il corpo docente ricevesse più credito e dignità? Comprendo benissimo che questo è un momento certo non facile per mettere sul tavolo un piano di aumenti per la categoria, ma qualche primo, piccolo segnale non sarebbe affatto una mossa errata».
La seconda azione riguarda la valorizzazione della professione dell’insegnante «approfittando anche di ogni possibile occasione per enfatizzare, rendere pubbliche e diffondere le opere meritorie e le persone meritevoli nella scuola, ogni qualvolta se ne presenta l’opportunità».
Intanto, in attesa del verdetto finale, i suoi studenti hanno tappezzato i corridoi della scuola con articoli che lo riguardano e gli hanno persino creato una pagina su Facebook: “A Daniele Manni il Nobel per l’Insegnamento”.

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