world sleep dayIn occasione del World Sleep Day, la Giornata Italiana del Sonno, il portale Guidapsicologi.it ha svolto un’indagine sull’importanza del sonno, conseguenze della mancanza di un corretto riposo e tecniche per addormentarsi e combattere l’insonnia.

Il primo dato interessante che vale la pena prendere in esame è la difficoltà diffusa nel riuscire a dormire da soli in età adulta. Il disagio e la paura nel dormire da soli colpiscono soprattutto i soggetti compresi tra i 35 ai 44 (32,5%) e a seguire quelli tra 18 e i 24 (29,7%) e infine i giovani compresi tra i 25 e i 34 anni (27,7%).

Nella fascia d’età 45-54 questo tipo di difficoltà diminuisce in modo evidente (10,1%).

Segue, come dilemma decisamente diffuso e sempre legato al sonno, l’incapacità di dormire fuori casa, che attanaglia soprattutto le persone comprese tra i 35 e i 44 anni (39,2%), seguono il gruppo 25-34 (33,3%), e chiude 18-24 (27,5%). A partire dai 45 anni il dormire fuori casa smette di essere tra le preoccupazioni degli italiani.

Questi sono solo alcuni dei disagi dei dati riguardanti il sonno. Non stupisce quindi scoprire che ogni mese si raggiunga una media di 22.200 ricerche mensili per il termine “insonnia”, e che altrettante si riferiscano al termine “valeriana” e “passiflora”, lasciando intuire una ricerca incrociata di sintomi e rimedi. Rimedi naturali soprattutto. Sul podio c’è però la melatonina, il celebre ormone del sonno, che batte tutti con le sue 40.500 ricerche mensili.

Si può dunque affermare che gli italiani prendano sul serio le questioni legate al sonno e che si diano da fare per scovare le cause e trovare i rimedi migliori per combattere una situazione che alla lunga può danneggiare non solo la salute psicofisica della persona, ma anche le sue capacità cognitive. Come spiegato dalla dott.sa Mattioli, “a causa dell’insonnia l’attività neuronale viene danneggiata e, per questo, abbiamo problemi nel nostro modo di percepire il mondo e, di conseguenza, nell'interagire con tutto quello che lo costituisce”.

I problemi di insonnia sono sempre legati ad altre questioni, di carattere fisico o mentale. Un forte dolore, indipendentemente da quale sia la sua natura, può impedire di dormire, così come forti emozioni e periodi di stress: per questo è sempre importante analizzare la situazione risalendo alle cause e lavorando su di esse, piuttosto che limitarsi a intervenire su una cura immediata dei sintomi.

Una volta risolto il problema, sarà più semplice ritrovare il sonno perduto.

Affinché il corpo recuperi le proprie energie e svolga correttamente le proprie funzioni, è fondamentale dormire tra le 6 e le 8 ore al giorno. Se si dorme meno, si può incorrere in spiacevoli conseguenze per la nostra salute. Obesità, diabete, rischio di soffrire di problemi cardiovascolari, pressione arteriosa alta, depressione, problemi al sistema immunitario sono alcune delle conseguenze negative della mancanza di sonno, alle quali si sommano cattivo umore e incapacità di concentrazione.

Per prevenire questo tipo di disturbi e patologie, è bene adottare delle contromisure: andare a dormire solo quando si ha sonno, fare sport con regolarità (ma non dopo cena), stabilire orari regolari per svegliarsi e andare a dormire, da rispettare anche durante il fine settimana, cenare leggero almeno due ore prima di andare a letto, evitare di coricarsi con tutte le preoccupazioni in testa, no a tv e pc e a tutti i dispositivi tecnologici che mantengono alto il livello di attenzione, no a sostanze stimolanti come il caffè e l’alcol, evitare di assumere troppi liquidi, perché se no bisognerà alzarsi per andare in bagno. Molto importante: non guardare continuamente l’orologio, pensare alle ore che passano insonni genera nervoso, il nemico numero uno del sonno!

Il 40% degli italiani non dorme bene. Tra i rimedi per il sonno più ricercati dagli italiani, oltre a melatonina, passiflora e valeriana, ci sono la musica per dormire (6600) e i suoni rilassanti per dormire (1600), seguite da tecniche per addormentarsi velocemente (2600) e posizioni per dormire (1000). Chiudono la ricerca di farmaci per dormire (1900) e pastiglie per dormire (1000).

Infine, il 56% degli italiani ricerca le cause dell’insonnia, contro il 44% che cerca invece i rimedi:

quest’ultimo dato rivela un approccio positivo nella risoluzione delle problematiche legate alla mancanza di sonno.

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