fucara fotoREVOLUTION, quando l'amore diventa un atto rivoluzionario.

Così inizia la presentazione della rassegna cinematografica, voluta dalle associazioni Fucarazza, Babele, insieme all'Amministrazione comunale carosinese. La splendida cornice in cui si proietta è il palazzotto dei D'Ayala Valva, donato al paese dalla famiglia di origini spagnole, per la fruizione di attività culturali. Se si aggiunge poi che negli anni '50 del Novecento lo stesso palazzo ha ospitato il Cinematografo, il gioco è fatto. Diventa magia e si parte col viaggio.

E di vero e proprio viaggio si tratta, dato che il film ha una bella storia, una colonna musicale che è un gigante, la fotografia legata al viaggio da LSD e citazioni dei colori di Warhol, figura dominante del movimento Pop art newyorchese. La storia è quella di un ragazzo, Jude, un artista di Liverpool, la città che, guarda caso sarà la culla del successo dei fab four. E allora le citazioni non si sprecano: innanzi tutto le canzoni dei 4 di Liverpool vengono cantate e rivisitate, secondo l'azione in atto. Siamo alla fine degli anni '60 e l'America è in subbuglio per il suo intervento nella “sporca guerra”.

I ragazzi, i figli dei fiori, partiranno con un messaggio forte, di non violenza per scardinare ogni bomba, ogni cannone, ogni carrarmato dal Vietnam del Sud. Senza riuscirci. È lì che il gruppo si divide e prenderà strade diverse. Chi fumerà hascisc, chi si farà di LSD, chi invece si imbucherà in una lotta armata clandestina. Qui la fotografia del film cambia colore, assumerà i toni acidi delle copertine dei 33 giri di quel periodo, o i colori denaturati  delle Polaroid istantanee.

Una favola, in film reale e visionario insieme, artistico e concettuale. Musicale, psichedelico e appassionato. Tutto insieme. E aggiungiamo che il regista è una donna: Julie Taymor che non ha certo solo doti legate al linguaggio cinematografico ma anche a quello musicale e artistico. Una sorta di Kabuki  del nostro tempo. Tanti i cantanti famosi presenti. Tanti gli attori che rappresentano la musica degli anni di Woodstock, come la cantante icona Janis Joplin con i suoi capelli fluenti che si muovono di qui e di là in ogni suo concerto.

Nothing’s gonna change my world, cantavano Lennon e McCartney nella canzone che dà il titolo al film e che si trova nel  loro ultimo album in studio, Let it Be, del 1969. I Beatles si sarebbero sciolti un anno più tardi.

Il mondo da allora non è ancora cambiato, la pace in fratellanza e in sorellanza è dura ad arrivare. Il cinema e i ragazzi di Fucarazza e Babele che hanno selezionato i film della rassegna provano a ricordarcelo.

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