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QUEENCUBO - A cappella Queen medley

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tifosi sbvLa tre giorni barese della nostra nazionale di pallavolo è stata un autentico trionfo. In termini di risultati (sarà la dodicesima partecipazione ai giochi olimpici), di bel gioco, di affluenza spettatori e di sovraesposizione mediatica, del tutto meritata.
La prestazione di un sestetto più che perfetto, e non si dica che la Serbia ha giocato maluccio, e di uno stratosferico Max Colaci che aveva dalla sua il monopolio del popolo pallavolistico salentino e pugliese, hanno acceso i cuori tricolori dei circa 6000 spettatori presenti.

Il PalaFlorio, dal 20-18 in poi del terzo set, è stato un mantice che ha alimentato e spinto gli azzurri, per poi deflagrare sull’attacco risolutivo di Juantorena da posto due.

Una macchiolina bluceleste col marchio SBV OLIMPIA GALATINA ha dato il suo contribuito con un tifo scatenato, assaporando l’essenza di una vittoria e di un entusiasmo irripetibili.

E’ stato il gruppo under 14, guidato dai mister Pendenza e De Matteis e capitanato dalla factotum Zaira Gemma, a guadagnarsi il premio con cui il Comitato Territoriale di Lecce, presieduto da Pierandrea Piccinni, ha inteso gratificare le società salentine che hanno guadagnato il pass per le finali nazionali.

Un’organizzazione periferica territoriale curata nei particolari logistici, grazie a Ramona e a Mirko, ha messo nelle condizioni le società destinatarie del riconoscimento di  raggiungere il PalaFlorio ed assistere all’evento in tutta tranquillità.

L’incastro poi con l’operatività meticolosa del pool del Comitato Regionale a guida Paolo Indiveri, innestato sulla poliedrica e rigorosa organizzazione di Federvolley, ha reso possibile trasformare la serata finale in un tripudio di emozioni di cui ,a fine gara, grondavano il Presidente Cattaneo, il suo vicario Manfredi e tutto lo staff tecnico di Blengini.

Un successo senza precedenti per il volley nazionale e per la nostra regione. I numeri parlano chiaro: 12.000 presenze nelle tre giornate, 1.700.000 spettatori in televisione per la finale contro la Serbia.

Un evento il cui moltiplicatore è veramente indefinibile in termini di proselitismo e di efficacia: l’effetto traino che potrà avere sui giovani che approcciano all’attività sportiva sarà sicuramente a macchia d’olio. Spetterà poi a noi società saper invogliare ed alimentare questa passione, con giuste politiche e proposte metodologiche convincenti.