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mamamo logoL’alfabetizzazione del terzo millennio si chiama media literacy e riguarda l’uso consapevole dei nuovi media. Non riguarda solo gli adulti, ma anche gli adolescenti e i bambini. Paradossalmente, infatti, i ragazzi della generazione Z (tra 10 e 19 anni) e alpha (meno di 10 anni), che usano con disinvoltura ogni tipo di dispositivo, non hanno un’adeguata educazione all’uso consapevole della rete. Ignorano l’architettura della rete, il file system, non sanno ricercare

informazioni e verificarne l’attendibilità. Fanno un uso parcellizzato di internet con finalità prevalentemente ludiche. I social, però, di contro hanno un ruolo importante nella costruzione della loro identità e nel livello di autostima, basti pensare al feedback loop dei like.

Il supporto digitale ha cambiato insieme alla fruizione dei contenuti, anche la strutturazione degli stessi con logiche che spesso rispondono alle leggi del mercato. La guida degli adulti, genitori e docenti può aiutarli ad un approccio corretto ed equilibrato.

Roberta Franceschetti - redattrice del portale MAMAMO, vincitrice nel 2018 del prestigioso premio Andersen per il miglior progetto sul digitale e relatrice ieri a Zollino nel corso di formazione per docenti “Leggere chiave di cittadinanza”, organizzato dall’ass. Veleracconto - focalizza i così i cinque cardini della media literacy. Tutti i messaggi dei media sono costruiti; usano un linguaggio creativo dotato di regole proprie; ognuno ha un’esperienza diversa dello stesso messaggio; i media esprimono valori e punti di vista; la maggior parte dei media è organizzata per ottenere profitto e/o potere.

Date le premesse verrebbe da demonizzare la rete e il digitale come fonte di insidie. Invece no, le risorse educative e didattiche sono tante e anche di qualità, basta saper scegliere. In questo un alleato di genitori e docenti è sicuramente proprio il portale MAMAMO, nato nel 2012 per recensire app e videogiochi. Ora è una solida realtà, un osservatorio attento e aggiornato sulla rete, con collaborazioni di esperti informatici, pedagogisti, psicologi.

Nel sito potete trovare trailers e recensioni di videogichi, app gratuite, video, segnalati perché educativamente e didatticamente validi. Nella sezione “educazione digitale” contributi su sicurezza informatica, cyberbullismo, ma anche buone prassi e creatività digitale.