articolo 1 movimento democratico e progressistaAcquisito il risultato, purtroppo ampiamente previsto, delle elezioni regionali siciliane della scorsa domenica che ha palesato l’assoluta inadeguatezza dell’attuale centro sinistra a rappresentare i siciliani e, con molta probabilità, gli italiani, ci apprestiamo ad una lunga campagna elettorale che dovrebbe portarci ad un rinnovamento delle camere nel segno della discontinuità, speriamo! Il trascinarsi, a dispetto della più volte manifestata ed inequivoca volontà popolare, dell’attuale legislatura fino alla sua scadenza (in)naturale e forse anche oltre, ha finito per disgustare i cittadini elettori che da troppo tempo assistono, loro malgrado, al succedersi e perpetuarsi di governi che, ad oggi, non ho ancora ben capito cosa hanno fatto per rispondere alle concrete esigenze della collettività salvo a sentir sciorinare da parte loro, da qualche mese a questa parte, risultati mirabolanti (sotto l’aspetto economico e sociale). Confesso la mia miopia, ma di tutto ciò non mi sono accorto, né ho avuto sentore alcuno e come me tutti coloro che provenienti da convinzioni, esperienze ed ideali di sinistra non votano (più) per Renzi (il quale in esito al referendum costituzionale del 4 novembre 2016 avrebbe dovuto fare tesoro dell’inequivoco segnale proveniente dalle urne) e che sarebbero persino tentati di votare “contronatura”, magari per il M5S o per altre entità populiste portatrici di demagogia magari corroborata da melanconica nostalgia per tempi che non hanno mai vissuto. La verità, una delle tante, è che con le politiche messe in campo dalla Renzi & C. (in ultimo la legge elettorale appena varata e cucita su misura di chi postula il partito unico, il c.d. partito della nazione) hanno resuscitato financo Berlusconi ed il Berlusconismo da tempo (mi sembrava) “morti e sepolti”. I danni causati da questo centro sinistra (a livello nazionale e locale), da lungo tempo, comodamente adagiato su posizioni quantomeno democristiane, sono tali che improbabilmente potranno essere sanati nel volgere di qualche tornata elettorale. Ora tocca ricominciare da zero, rifuggendo da facili accomodamenti sulle altrui posizioni, con la ricostruzione di una sinistra consapevole del proprio ruolo nella società e nella storia e, finalmente, disinnamorata dall’egualitarismo elitario che ha portato il P.D. a scimmiottare le gesta delle forze antagoniste e che i cittadini elettori non hanno gradito né mai potranno accettare. Da sempre, tra l’originale e la copia, chi può scegliere sceglie l’originale. Torniamo ad essere noi stessi ed a vivere nella realtà che chi ha perso le elezioni siciliane, probabilmente, non frequentava o, forse, non ha mai frequentato. Meritiamo di essere governati e amministrati da persone migliori come lo sono le donne e gli uomini di sinistra quelli che non si vergognano a salutare ed essere salutati come “compagni”. Renzi ed i suoi non lo sono e non lo saranno mai: facciamocene ragione e vanto.

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