italiaAlcuni anni fa abbiamo visto la disastrosa situazione economica e sociale della Grecia a causa delle gravi ripercussioni della crisi internazionale. Molta gente aveva perso il lavoro, le casse delle banche erano vuote, non era possibile effettuare le cure fondamentali come quelle anticancro e, infine, molta gente si autoiniettava l’HIV per farla finita con una vita misera e priva di prospettive future. Con l’avvento del governo Tsipras l’economia greca ha iniziato a riprendersi in maniera piuttosto breve. Un altro importante paese dell’Europa mediterranea che ha subito gli effetti devastanti della crisi internazionale è stata la Spagna. Con l’avvento della crisi del 2007 era ancora in carica il governo socialista di Zapatero che si rivelò ben presto incapace di trovare delle soluzioni adeguate per rispondere prontamente agli effetti della crisi internazionale. Si arrivò ben presto ad elezioni anticipate che hanno portato al governo del paese una coalizione di centro-destra guidata da Mariano Rajoy. Nonostante le resistenze delle opposizioni e dei nuovi partiti euroscettici come Podemos e Ciudademos il nuovo governo è riuscito a portare ben presto il paese ad una ripresa economica graduale ed efficace. L’unico paese che sembra uscire più lentamente dalla crisi è l’Italia. A partire dal 2013 il governo Renzi ha portato l’Italia verso una graduale ripresa economica ma, a differenza della Grecia e della Spagna, non aveva al suo interno una maggioranza coesa perché, da un lato, col Patto del Nazareno ha stabilito un’intesa con le opposizioni di destra e, dall’altro, pur promettendo al paese una sinistra alternativa, ha mantenuto all’interno del suo governo delle personalità sostenitrici della vecchia sinistra giustizialista anni novanta che hanno fatto rallentare le riforme e creato una forte sfiducia nell’opinione pubblica nei confronti dell’esecutivo. Questo ha portato alla vittoria del no al referendum costituzionale e al fallimento di importanti riforme come quelle della “Buona scuola”, quella della giustizia e quella sui voucher. L’instabilità politica dell’Italia va ricercata andando indietro circa di mezzo secolo. Nel 1967 in Grecia ci fu il colpo di stato dei Colonnelli che depose violentemente il governo socialista di Papandreu. Questo ha suscitato un forte sgomento nell’opinione pubblica mondiale ma in Italia ci sono state le ripercussioni maggiori. Da un lato le forze di sinistra sostenevano le opposizioni ai Colonnelli mentre il Movimento Sociale Italiano si schierò apertamente a favore della dittatura militare. La Democrazia Cristiana (Dc) che, all’epoca, era l’unico partito di governo si divise al suo interno fra sostenitori e avversari. Da qui nacque poi la contrapposizione tra destra e sinistra che caratterizzò i movimenti studenteschi del sessantotto e il terrorismo anni settanta. Oltre al colpo di stato in Grecia si aggiunsero quello del Cile (1973) e quello dell’Argentina (1976). Ancora di più si divise l’opinione pubblica e la classe politica. Le forze più conservatrici si schierarono a favore delle dittature militari mentre, quelle più progressiste, a favore delle opposizioni. Da qui si creò una vera e propria geopolitica internazionale tra Italia, Grecia e America Latina che portò al bipolarismo nato a metà anni novanta. Nel 1992, con le inchieste di “Mani Pulite”, sparirono importanti partiti come la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano. Sulle ceneri di questi ultimi si crearono due principali coalizioni di governo che erano il centro-destra guidato da Silvio Berlusconi e il centro-sinistra erede del vecchio Partito comunista italiano (Pci) e della sinistra Dc. L’ultimo ventennio della politica italiana (1994-2013) è stato caratterizzato e dominato da più governi guidati da Silvio Berlusconi basati su una politica liberista e personalista dannosa per l’economia del paese. Il centro-sinistra, invece, è stato incapace di creare un’alternativa a Berlusconi e ha liquidato una figura importante come Romano Prodi molto utile per inserire l’Italia nel contesto europeo ed internazionale. Il governo Renzi, pur promettendo una sinistra alternativa a quella esistente, non ha fatto altro che mantenere il bipolarismo imperfetto nato verso la metà degli anni novanta. La soluzione per far uscire più velocemente l’Italia dalla congiuntura internazionale è quella di creare un esecutivo di larghe intese composto dal Partito Democratico (Pd) senza la minoranza interna e le destre più liberali e filoeuropeiste. Solo così si può creare una vera alternativa ai partiti euroscettici e si può inserire meglio l’Italia nel contesto internazionale.

Primo consiglio comunale di Galatina dell'amministrazione Amante

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