orologioDirettore, notoriamente non sono un elettore di centro destra e non ero un sostenitore del Sindaco Amante, anche se all'indomani della sua elezione praticamente tutti si sono definiti suoi alleati esterni. Sono però un democratico vero e riconosco che oggi Amante è il Sindaco della mia città ed ha un consiglio praticamente nuovo di zecca.

Questa è una novità non da poco. Molti dei suoi assessori mi appaiono dei punti interrogativi ma il risultato è chiaro: si è azzerato tutto. Una intera classe dirigente locale è stata archiviata e solo pochissimi sapranno e potranno risorgere. E' il caso di essere prudenti e di non avere fretta nell'esprimere giudizi. Non possiamo esprimere pareri politici (parlo per me), perché non ho ancora capito se sono di destra, di sinistra, di centro o cosa altro; non possiamo esprimere giudizi a livello amministrativo perché non credo che abbiano neanche idea di quali saranno le loro mosse nei prossimi 12 mesi.

Abbiamo però una occasione: dare del tempo e della serenità a queste nuove promesse. Che siano mantenute o deluse. Con tutta la diffidenza che il mio attaccamento alla politica ed al centrosinistra mi costringe ad avere. Voglio sperare che qualcosa accada. Non serve fare la classica opposizione: si parla di un impegno civico - quindi a tempo – e di persone che sono per lo più alla prima esperienza.

Chi crede, come me, nella politica vera e ragionata con radici forti e internazionali, deve essere più impegnato a ricostruire il proprio campo, a studiare con i più giovani e i più anziani. A prepararsi alle cose nuove che inevitabilmente accadranno. Una sola piccola riflessione vorrei però farla: il termine DISSESTO non può essere un tabù. L'ultimo decennio ha visto pubbliche amministrazioni con bilanci sempre più poveri e senza la possibilità di intervenire con forza nelle spese, per condizionamenti organizzativi e culturali.

Dichiarare il dissesto non è un atto vile o di resa. E' una ripartenza. Il dissesto è una cosa ben diversa dal fallimento di un’impresa privata perché si tratta di una distacco forte tra la precedente amministrazione e l’amministrazione controllata, permettendo al comune di ripartire libero dai debiti, ma libero anche dai crediti e dal suo patrimonio, che verranno ceduti per consentire la liquidazione.

Gli effetti pratici sui cittadini sarebbero davvero insignificanti, avendo la Città già optato per le addizionali più alte. Ed anche per i creditori non è che cambierebbe granché. La lotta alla evasione ed alla elusione (da tutti invocata ma da nessuno praticata) servirebbe a pagare i loro crediti in ogni caso. L'amministrazione ed il consiglio non cadrebbero ma sarebbero affiancati dai commissari del Ministero degli Interni. In più a quel punto sarebbe inevitabile la fine delle illazioni o dello scaricabarile: se ci sono state delle responsabilità delle precedenti amministrazioni (cinque anni precedenti), verrebbero fuori e porterebbero ai conseguenti provvedimenti, anche gravi.

Dire che il dissesto è comunque una cosa grave è una banalità che non può essere profferita da persona seria. Si devono leggere i conti e studiare i numeri del bilancio che sono spietati. A che serve caricarsi della responsabilità di rimandare ciò che oramai appare inevitabile e di cui non si è stati causa?

La novità civica sia anche coraggio a questo punto. A meno che l’abilità del tecnico non sappia sventare, con efficacia e senza semplici escamotage contabili, la fine di una stagione amministrativo-contabile.

Carissimo Andrea, ritengo questo scritto un punto di vista utile e da prendere in seria considerazione. Le polemiche di questi giorni, adatte solo a riempire pagine di giornali o di web, non servono a trovare una via d’uscita da questo tunnel che Galatina attraversa da un po’ di tempo. Probabilmente non siamo neanche abituati a ragionare, mentre l’attacco sterile ed inconcludente ci viene meglio. Come tu dici, a prescindere dal posizionamento elettorale, oggi Amante è il Sindaco di Galatina, insieme alla sua squadra. Avanzare metodi , piuttosto che seminare inutili attacchi, potrebbe segnare anche la differenza di una comunità che riflette su come salvare la propria Città.  T.M.

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