buon 2017Termina un altro anno, il 2016 se ne va con tutto il suo fardello di negatività e pochi sprazzi di luce. Ormai siamo quasi abituati a fare un consuntivo finale senza riuscire a guardare il bicchiere mezzo pieno. Ed in queste poche righe, che dovrebbero servire ad augurare un nuovo anno felice per tutti e pieno di buoni propositi, mi sento invece di sottolineare tutta l’ipocrisia ormai intrinseca in ogni “IO”. Cosa dovrebbe portarci questo nuovo anno in un mondo dove si continua a combattere e morire, dove le diseguaglianze allargano sempre più la forbice tra ricchi e poveri, dove l’opulenza di pochi è uno sfregio alla miseria di molti.

A cosa serve ormai un Papa che predica il Vangelo e viene etichettato come «comunista». A cosa serve scambiarsi gli auguri se di fronte poi ti ritrovi gente che affonderebbe i barconi dei migranti. Perché dovremmo ancora a fine anno rinnovare la liturgia dei buoni propositi, quando appena si ha il potere di scrivere in libertà su un qualsiasi socialnetwork, si vomitano i peggiori pensieri che un essere umano può elaborare. Perché continuiamo ad essere cosi ipocriti o spesso anche degli “utili idioti” servi o schiavi di un pensiero partorito da “quelle parti dove non batte mai il sole”.

La nostra “idiosincrasia” nei confronti dell’essere umano ci fa sempre più allontanare da una civiltà costruita nei millenni. Alla fine di un anno confermiamo la difficoltà di crescere e l’incapacità di aprire la mente a pensieri includenti. Durante le feste rappresentiamo sempre di più la nostra inconcludenza nel rapportarci con il “diverso”, ci mascheriamo di santi nascondendo il diavolo che vive in molti di noi.

Galatina non è immune tutto ciò. Sono bastati solo 63 migranti, a sfiorare per poche ore la terra morente di questa “Città”, a rinfocolare i peggiori istinti di chi in queste ora consuma i polpastrelli delle proprie mani sui propri smartphone ad inviare “auguri e felicità” a mezzo mondo. Che uomini, che donne!

È chiaro che, fortunatamente, esiste anche un “mondo diverso”: solidale, includente, generoso, prodigo, pronto a stare in prima linea e a sporcarsi le mani quando serve. A queste donne e a questi uomini non servono auguri, ma testimonianze che si può essere di più; che si può agire, oltre che criticare.

Questo è il nostro pensiero di fine anno 2016, apriamo le porte al 2017 e incrociamo le dita.

Edizone 2017 del Festival Canoro Centro DI RE

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pizzicheria pastiadomicilio webEtnica, molecolare, fusion, fingerfood, streetfood, trashcooking etc.. : anche l’arte culinaria segue tendenze e mode che di anno in anno si rinnovano e moltiplicano. Leggi tutto...