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foto davide stasi 1L’Ecobonus spinge l’edilizia in provincia di Lecce. Nel corso degli ultimi anni sono aumentati gli interventi di risparmio energetico. La spesa sostenuta, nel 2018, è stata di 11,3 milioni di euro.

È quanto emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio economico, diretto da Davide Stasi. In base alle comunicazioni all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie (Enea), nell’anno scorso sono stati realizzati 7.446 nuovi metri quadrati di pareti verticali (isolamento delle pareti perimetrali); 6.683 metri quadrati di pareti orizzontali (pavimenti e coperture);

7.082 metri quadrati di nuovi serramenti (ovvero infissi); 186 metri quadrati di pannelli solari; 1.154 metri quadrati di schermature solari; 514 caldaie a condensazione; 44 caldaie a biomassa; 203 pompe di calore; 4 impianti con sistema ibrido; 13 scaldacqua a pompa di calore; 7 interventi di building automation. Tali interventi consentono un risparmio di 3,3 gigawattora all’anno.

Gli interventi hanno riguardato, principalmente, gli edifici costruiti nel decennio 1970-1980. A seguire quelli del decennio 1980-1990.

Meno costruzioni, dunque, ma più ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche: il comparto edile prova così ad uscire da una crisi profonda.

«Questi dati – commenta Davide Stasi, direttore dell’Osservatorio economico – confermano l’importanza di questi provvedimenti di agevolazione fiscale al fine di favorire le ristrutturazioni e le riqualificazioni energetiche. Aumentano, infatti, i pugliesi che si convincono ad effettuare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli immobili, grazie soprattutto agli incentivi fiscali. Queste agevolazioni sono in grado di innescare un potente effetto moltiplicatore che attraversa trasversalmente tutti i comparti produttivi collegati al “sistema casa”, comportando, ad esempio, benefici per le imprese del legno-arredo e dell’impiantistica. In Puglia, nell’ultimo quinquennio (2014-2018), sono stati effettuati 1.699 interventi sulle pareti verticali, per una spesa di 33,6 milioni di euro; 1.511 interventi sulle pareti orizzontali o inclinate, per un ammontare di 36 milioni di euro; 32.053 interventi per la sostituzione dei serramenti, per un totale di 248,5 milioni di euro; 1.801 interventi al solare termico, per una spesa di 6,9 milioni di euro; 5.144 interventi per le schermature, per un ammontare di 9,3 milioni di euro; 12.495 nuove caldaie a condensazione, per un totale di 49 milioni di euro; 3.237 nuove pompe di calore, per una spesa di 39,8 milioni di euro; 888 impianti a biomassa, per un ammontare di 4 milioni di euro; 159 interventi di building automation, per un totale di 700mila euro; 390 interventi di vario tipo, per una spesa di 1,8 milioni di euro. Sono stati effettuati 59.385 interventi, per una spesa complessiva di 429,7 milioni di euro».

L’anno scorso, sempre in Puglia, ben 77.369 contribuenti hanno fruito delle detrazioni per gli interventi finalizzati al risparmio energetico (contro i 63.660 dell’anno prima). L’incremento è stato di 13.709 contribuenti. L’ammontare complessivo delle detrazioni (che si riferiscono anche agli interventi degli anni precedenti) è stato di 39 milioni 560mila euro (contro i 32 milioni 82mila euro dell’anno prima).

Sono stati 389.053 i pugliesi che hanno approfittato, invece, degli incentivi concessi per il recupero del patrimonio edilizio. L’ammontare delle detrazioni (che si riferiscono anche agli interventi degli anni precedenti) è stato di 219 milioni 862mila euro (per una detrazione media di 565 euro). Rispetto all’anno prima, il numero dei contribuenti interessati al «Bonus casa» è salito dell’8,3 per cento (nel 2017 erano 359.287) e l’ammontare delle detrazioni è cresciuto del 14,8 per cento (nel 2017 si fermò a 191 milioni 538mila euro).

Una giornata di approfondimento, sul tema «Ecobonus e ristrutturazioni edilizie per riqualificare il patrimonio immobiliare nel Salento», è stata organizzata dalla sede provinciale di Lecce dell’Associazione Italiana Amministratori e Condòmini (Ass.I.A.C.), in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Lecce, la Fondazione Messapia, la sezione di Lecce dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti (AIDC), la Banca di Credito Cooperativo di Terra d’Otranto. L’evento si svolgerà sabato 14 settembre, dalle 9 alle 13, all’Arthotel.

Si tratta di un argomento di stringente attualità. Dopo l’apertura dei lavori da parte di Carlo Mignone, presidente provinciale Ass.I.A.C. Lecce, porteranno gli indirizzi di saluto Giuseppe Venneri, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Lecce; Fabio Corvino, presidente della Fondazione Messapia; Daniel Cannoletta, presidente provinciale dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti; Umberto Mele, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Terra d’Otranto; Francesco Mesto, geometra e coordinatore regionale Ass.I.A.C.; Concetta Cinque, presidente nazionale Ass.I.A.C.

Relazioneranno, sul tema della giornata di approfondimento, Caterina Tosatti, vicepresidente del Centro Studi Ass.I.A.C. («Immobili degradati: arriva l’amministratore di condominio giudiziario»); Giuseppe Tamborrino, dottore commercialista e consigliere dell’Ordine dei dottori commercialisti di Lecce («Le novità in tema di Ecobonus: detrazioni fiscali, cessione del credito o sconto in fattura»); Davide Stasi, direttore dell’Osservatorio Economico e giornalista («Dinamica della spesa privata per il recupero del patrimonio edilizio e per gli interventi finalizzati al risparmio energetico»). Modera il confronto l’avvocato Michele Massari, del foro di Lecce.

Dal primo maggio scorso, in alternativa alla detrazione diretta o alla «cessione» del credito con possibile sconto sul prezzo di cessione, i beneficiari delle detrazioni sul risparmio energetico «qualificato» e sulle misure antisismiche (assoluta novità per quelle del 50-70-80 per cento dell’articolo 16, commi 1-bis, 1-ter e 1-quater, decreto legge 63/2013) possono optare per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo (articoli 14, comma 3.1 e 16, comma 1-octies, decreto legge 63/2013).

Sono ammessi al bonus tutti gli interventi sul risparmio energetico «qualificato», detraibili al 50-65-70-75 per cento, in dieci anni; misure antisismiche, realizzate su parti comuni, finalizzate congiuntamente alla riqualificazione energetica, detraibili all'80 o all'85 per cento, in dieci anni; acquisto di unità immobiliari, soggette a misure antisismiche, da imprese di costruzione o ristrutturazione con demolizione e la ricostruzione, detraibili al 75 o 85 per cento, in cinque anni; misure antisismiche su immobili abitativi o produttivi, detraibili da Irpef o Ires al 50-70-80 per cento, in cinque anni; misure antisismiche su parti comuni condominiali, detraibili da Irpef o Ires al 75 o 85 per cento, in cinque anni.

Inoltre, dal 30 giugno scorso anche le detrazioni Irpef del 50 per cento sugli interventi per il risparmio energetico «non qualificato» possono essere cedute ai «fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi», in base all’articolo 10, comma 3-ter, del decreto legge 63/2013 (cosiddetto decreto Crescita), introdotto dalla legge 58/2019, di conversione del decreto.

Ecco alcuni degli interventi per il risparmio energetico «non qualificato»: opere di coibentazione dell’involucro edilizio che consentano un risparmio energetico necessario per la climatizzazione di almeno il 10 per cento; opere di coibentazione di reti di distribuzione di fluidi termovettori; impianti di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria utilizzanti pannelli solari piani; impianti che utilizzano pompe di calore per climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria; impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica; generatori di calore che a regime, abbiano rendimento minimo, misurato con metodo diretto, del 90 per cento; generatori di calore prodotti di trasformazione di rifiuti organici ed inorganici o di prodotti vegetali (rendimento almeno al 70 per cento); apparecchiature per la produzione combinata di energia elettrica e calore a condizione che il fattore di utilizzo globale del combustibile non sia inferiore al 70 per cento; contabilizzatori individuali dell'energia termica fornita alle singole unità immobiliari; sostituzione di scaldacqua elettrici con quelli a combustibile; sorgenti luminose aventi un'efficienza maggiore o uguale a 50 lumen/watt, nel limite massimo annuo di una sorgente luminosa per vano dell'unità immobiliare.