xylella ulivi parassita salento“Finalmente parte l’operatività del portale grazie al quale 1650 le imprese agricole salentine che hanno fatto domanda potranno perfezionare la richiesta di risarcimento dei danni causati da Xylella fastidiosa e potranno accedere alle risorse del Fondo di solidarietà nazionale, come da decreto legislativo 102/2004. Tra i danni da Xylella e quelli della siccità perdurante, nel Salento si stima una diminuzione del 60% della produzione di olive per la prossima campagna olivicola-olearia – spiega Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia – per cui vanno innescate urgenti misure di sostegno in favore degli imprenditori olivicoli, quali sgravi della contribuzione previdenziale agricola e del settore della trasformazione, sospensione o dilazione delle scadenze fiscali agricole previste per i soggetti agricoli professionali e postergazione di ogni scadenza di mutui e investimenti per n. 5 anni, interventi indispensabili a garantire un futuro ad imprese olivicole, cooperative, frantoi e vivai salentini”.

L’olivo in provincia di Lecce copre una superficie pari a circa 55.000 ettari che rappresentano il 32% del totale delle superfici bio, su un totale regionale di 171mila ettari e il 20% della produzione nazionale. E’ bio il 17% della totale superficie investita ad oliveto nel Salento e vista l’esiguità della maglia poderale olivetata salentina, caratterizzata da tanti piccoli proprietari dediti alla produzione per autoconsumo e non interessati a conseguire onerose certificazioni di prodotto, almeno un altro 30% dell’oliveto salentino è condotto secondo i sani principi dell’agricoltura biologica.

“Gli agricoltori svolgono una straordinaria azione di manutenzione e salvaguardia dell’ambiente e delle aree rurali – aggiunge Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – spesso in solitudine e con grandi difficoltà, attività che va salvaguardata e a cui va data nuova linfa. La dimostrazione è nei numeri. In Puglia il 15% della superficie olivicola è coltivata con metodi di produzione biologica. La palma d’oro va alla provincia di Lecce con i suoi 15.370 ettari di oliveto biologico certificato. Senza tema di smentita a Lecce c’è l’olivicoltura più sostenibile d’Italia. L’andamento della produzione di olive e olio, come era stato già più volte denunciato da Coldiretti Puglia, ha risentito in maniera tangibile degli effetti del disseccamento degli ulivi, a causa della Xylella fastidiosa. L’annata 2016 in provincia di Lecce ha registrato un calo del 28% della produzione di olive da olio e del 26% di olio extravergine, il numero dei frantoi è passato da 400 a 319 unità”.

Le stime per l’annata in corso, a raccolta iniziata da pochi giorni sono preoccupanti, si parla di un crollo della produzione che potrà toccare anche il 60%. Numeri drammatici – denuncia Coldiretti Puglia - che fotografano l’esatta condizione degli olivicoltori della provincia di Lecce, in grave crisi di liquidità in mancanza di un reddito certo da 3 anni, a cui vanno date risposte concrete, sia in termini di percorsi di ripartenza dell’attività olivicola che di promozione dell’olio extravergine di oliva.

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